domenica 30 settembre 2007

Busta di plastica

BUSTA DI PLASTICA ? NO GRAZIE NON MI SERVE !

In questo mese di settembre ho provato a riflettere su quante volte ci facciamo "rifilare" buste di plastica inutilmente. Certamente ogni situazione va analizzata singolarmente, ma pensate a quante volte accettiamo buste di plastica (spesso così minuscole da contenere solo piccolissimi oggetti, come ad esempio scatole di medicinali o singoli cd musicali) solo perché ci viene "regalata". CHE PENSIERO STUPENDO: un regalo !!!
Quante volte quell'oggetto poteva essere messo semplicemente in tasca o addirittura dentro la nostra borsa dove teniamo borsellino, agenda o cellulare ?
Quante volte siamo talmente vicini a casa che potevamo portare a mano gli oggetti che abbiamo comprato senza utilizzare nessuna borsa?
Oltre a riflettere su questo mi sono anche imposto contro questo "regalo" che non desidero ricevere. Mi sono rifiutato di accettarlo ogni volta che non ne avevo veramente bisogno dicendo: "no grazie non mi serve". In mese ho rifiutato almeno il 90% delle borse che altrimenti sarebbero diventate spazzatura nel giro di poche ore. Credo che il mio singolo gesto possa fare ben poco ma immaginate se incominciassimo a crederci tutti: molti luoghi resterebbero puliti naturalmente senza il bisogno che qualche altra persona investa enormi energie e denaro per ripulirli. So che non sono solo, altri come me hanno già incominciato a pensare a questo.
Ecco alcuni link dove poter approfondire l'argomento:
www.blogeko.info
www.promiseland.it

lunedì 17 settembre 2007

Papeleroterapia


Ecco un altro simpatico cartello piazzato sulle spiagge poco pulite di Barcelona.
Il comune ci prova a sensibilizzare le persone (per chi non capisce quello che c'è scritto: "Pratica la cestinoterapia: Getta la tua spazzatura nel cestino. Ti sentirai meglio".
Molti turisti si fermano e fanno foto incuriositi dal cartello...
Molti altri si fermano, leggono e sorridono...
Io se trovo qualcosa per terra e vedo nei paraggi un cestino, lo prendo e lo metto dentro.
In effetti mi fa sentire meglio !!!

venerdì 7 settembre 2007

Basura (2)


Come si può vedere dalle foto lo spreco a Barcelona continua a pieno ritmo. Aggiungo solo una cosa a quello che ho già scritto nel post "Basura" del 18 luglio:
Questo bidone pieno di raccoglitori (usati ma ancora in buonissimo stato) si trovava di fronte ad un istituto umanitario, "Global Humaniaria" (foto)
Spero che tutti quei raccoglitori non appartenessero a loro anche se nei confronti del danno creato a tutti noi poco importa se sono stati gettati dall'associazione umanitaria o da altri. Il danno è stato fatto e BASTA !!!
INSISTO:
CHI HA UN MINIMO DI SENSIBILITA' PROVI A FARE DI MEGLIO.

domenica 2 settembre 2007

IDEA infestante


IDEA infestante

Con i termini idea infestante, oppure mal'idea o, popolarmente, "ideaccia", si intende un' idea che, non rivestendo alcuna funzione utile per l'uomo, ne va a danneggiare la coscienza entrando in competizione o parassitizzando queste ultime.
In senso più ampio il concetto può essere esteso, oltre che alle idee infestanti il buon funzionamento del sociale, anche alle idee che, crescendo in città in maniera incontrollata, accentuano il problema dei rifiuti o fanno percepire come "sporco" o degradato il luogo ove crescono.

Il parallelismo può essere sviluppato a piacere,
ogni vostra associazione di fantasia esula dalle mie responsabilità.


Aggiungendo la mia visione dei fatti mi auspico che la nostra presa di coscienza inizi con l'analizzare i prodotti che vengono immessi sul mercato da questa conosciutissima ditta di arredamenti e non solo chiamata "IDEA".
Pensate a quanto è bassa la qualità di quasi tutti i prodotti da loro venduti, ma soprattutto in quanto tempo questi prodotti diventano "rifiuti" per voi.
Smettiamo di giocare al gioco di altri...
smettiamo di giocare al gioco del "consumismo".
Facciamo diventare i nostri scarti oggetti ancora utili.
Quando siamo stanchi delle nostre cose chiediamo a qualche amico se le vuole.
Giochiamoci per farli diventare rifiuti il più tardi possibile.
Scambiamoci oggetti, quello che a me non piace più, può essere utile a qualcun altro.
Circondiamoci di cose durevoli o che si possano aggiustare, rinnovare, allunghiamo loro la vita.
Se non siamo interessati alla vita degli oggetti
vuol dire che non siamo interessati alla nostra vita.

PRENDIAMO COSCIENZA... analizziamo quello che ci circonda.

giovedì 16 agosto 2007

Manifesto della "decrescita felice"

Per aderire al movimento è sufficiente:

- autoprodurre lo yogurt o qualsiasi altro bene primario: la passata di pomodoro, la marmellata, il pane, il succo di frutta, le torte, l’energia termica e l’energia elettrica, oggetti e utensili, le manutenzioni ordinarie;
- fornire i servizi alla persona che in genere vengono delegati a pagamento: assistenza dei figli nei primi anni d’età, degli anziani e dei disabili, dei malati e dei morenti.

L’autoproduzione sistematica di un bene o lo svolgimento di un servizio costituisce il primo grado del primo livello di adesione. I livelli successivi del primo grado sono commisurati al numero dei beni autoprodotti e dei servizi alla persona erogati. L’autoproduzione energetica vale il doppio.

Il secondo grado di adesione è costituito dall’autoproduzione di tutta la filiera di un bene: dal latte allo yogurt; dal grano al pane, dalla frutta alla marmellata, dai pomodori alla passata, dalla gestione del bosco al riscaldamento. Anche nel secondo grado i livelli sono commisurati al numero dei beni autoprodotti e la filiera energetica vale il doppio.

La sede del Movimento per la Decrescita Felice viene stabilita presso… (preferibilmente un’azienda agricola, o un laboratorio artigianale, o un servizio autogestito, o una cooperativa di autoproduzione, una bottega del commercio equo e solidale, ecc.)

(tratto da www.decrescita.it)

martedì 7 agosto 2007

PIL o BIL

Questo è un articolo che ho trovato su www.decrescitafelice.it

A mio parere molto interessante la considerazione che viene fatta sul PIL (Prodotto interno lordo) e l'assurdità che questo sistema ha creato nei confronti del modo di vedere lo sviluppo di un paese. In questo articolo e nel sito www.depiliamoci.it viene proposto un nuovo indicatore di sviluppo sociale: il BIL (Benessere interno lordo)

LEGGETE DA SOLI E VALUTATE

DePILiamoci, passare dal PIL al BIL

Il 15 giugno alle 18 nella discarica comunale di Coversano (BA) è stato presentato il libro DePILiamoci pubblicato da Editori Riuniti.

Si tratta di un libro che rientra in un più ampio progetto, portato avanti da Nello DE PADOVA e da Roberto LORUSSO, per la diffusione della Cultura del BIL (Benessere Interno Lordo); progetto che nasce nell'ambito di una comune riflessione sui temi della Decrescita, termine con cui si identifica una corrente di pensiero sviluppatasi in Francia circa 30 anni nell'ambito del MAUSS (Movimento Anti Utilitarista nelle Scienze Sociali) ed in particolare sulla declinazione italiana che vede in Maurizio PALLANTE e nel suo MDF (Movimento per la Decrescita Felice) la massima espressione.

Il cuore del progetto è un portale (www.depiliamoci.it)

Qui di seguito si riporta la quarta di copertina del libro che esprime sinteticamente la logica complessiva del progetto che gli autori hanno in mente:
Come riuscire a passare dalla cultura del PIL (Prodotto Interno Lordo) alla cultura del BIL (Benessere Interno Lordo)?
Bastano pochi semplici gesti quotidiani: gesti da cittadino, da genitore, da imprenditore, da figlio, da educatore, da politico.
Comportamenti che non richiedono grandi sforzi, nessuna rinuncia, nessun sacrificio, solo buona volontà e consapevolezza.
Per superare il circolo vizioso del PIL superfluo basta riflettere, evitare gli sprechi ed attuare un consumo delle risorse consapevole dei bisogni delle generazioni che verranno.
utilizza la mappa del BIL, contenuta nel libro, scegli una direzione e scoprirai come ogni percorso genera un circolo virtuoso, orientato al vero benessere. Le schede, semplici e divertenti, ti aiuteranno a capire come è facile contribuire al BIL.
Cerca gli altri effetti positivi non tracciati nella mappa, ipotizza nuovi percorsi, inserisci nuovi elementi e collegali a quelli già esistenti.
Crea: vai sul sito www.depiliamoci.it e aiutaci a fare crescere la mappa.
DEPILIAMOCI è un esperimento di condivisione open-source di idee, di conoscenze e di proposte – vecchie e nuove – ma anche un percorso di integrazione tra la carta stampata e la Rete.
DEPILIAMOCI è coerente con se stesso: è uno strumento copyleft.



Gli uomini hanno i riflessi lenti; in genere capiscono solo nelle generazioni successive
(Lec Stanislaw Jerzy)



lunedì 30 luglio 2007

Playa de la Barceloneta

Da qualche anno Barcelona si è attrezzata per avere una spiaggia davanti alla città. Non che sia una spiaggia caraibica (la sabbia in realtà è molto terrosa) ma tutto sommato un posto piacevole che fino a qualche hanno fa non esisteva. Il problema è che molta della gente che frequenta questo posto non si interessa minimamente di mantenerla pulita. L'Ajuntamiento (Comune) si è impegnato a sensibilizzare la gente con dei cartelli che trovo molto simpatici...


con su scritto: "Ti dimentichi il cellulare? il portafoglio? e la spazzatura?". Questo però a quanto pare non serve a mantenere la spiaggia pulita come dovrebbe essere. I bagnanti infatti si sono ormai abituati a convivere con ogni sorta di rifiuto...



nessuno, a quanto pare, si preoccupa della spazzatura che lo circonda. Per non parlare dei mozziconi di sigaretta che sembrano ormai granelli di sabbia. Quello che personalmente mi sconvolge di più è che per i bambini tutta questa spazzatura diventa un oggetto con cui giocare. Nella foto sotto si può vedere infatti una bambina che sta giocando con suo padre, fino a qui tutto perfetto. Quello che si vede in primo piano però sono i "giochi" che la bambina stessa aveva raccolto in un raggio di pochi metri di spiaggia.


Non so forse sono cresciuto in maniera troppo strana... ma i miei giochi di quando da piccolo andavo al mare erano palette e secchielli di plastica, che mi portavo da casa e che i miei si preoccupavano di farmi riportare a casa, per averli di nuovo la volta dopo. Se mi vedevano con un mozzicone di sigaretta in mano (cosa che non ricordo di aver mai trovato) mi avrebbero detto subito di posarlo, che quella cosa era "cacca", o qualche nomignolo del genere. Nella spiaggia di Barcelona invece ho visto giocare i bambini con ogni tipo di rifiuto, persino mozziconi di sigaretta, senza che i patri dicessero nulla. Forse il mare e il sale alla fine "disinfetta" tutto, o forse è giusto che questi rifiuti diventino oggetti normali da trovare in una spiaggia, visto il crescente aumento di questi. Non so quale strada prenderà la storia ma credo che se ognuno di noi si preoccupasse di portarsi via la propria spazzatura, mettendola nei primi contenitori della spazzatura, che il comune a distribuito sulla spiaggia, nessuno dovrebbe pulire e i bambini potrebbero giocare in un posto più igenico. In bocca al lupo a tutte le spiagge e chi crede che sia giusto quello che ho detto, si preoccupi di portare via la propria spazzatura e magari di raccogliere anche altre due cose lasciate da chi le ha dimenticate.