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sabato 7 marzo 2009

Rottamazione

Beh che dire, hanno escogitato una geniale idea:
LA ROTTAMAZIONE DEI MOBILI.
Ma dico non bastava l'IKEA già ha fare del male, pure il governo doveva avere questa geniale idea. Già il male dell'IKEA mi sembra più che sufficiente.
Fare mobili scarsi, che costano poco daccordo, ma scarsi che non durano un cazzo.
Tutto questo per cosa? per creare più immondizia senza fregarsene di dove sarà messa.
Di sicuro non dietro casa mia la maggior parte risponderà.
Geniale un mobile prima veniva tramandato di generazione in generazione, adesso sono le multinazionali che ti hanno come cliente per generazioni e generazioni.
(Soddisfazione personale: nella casa che sto ristrutturando, fra le tante cianfrusaglie che ci sono, ho risitemato la "madia" della bisnonna, il mobile da camera dei nonni, sto utilizzando il servito buono della bisnonna, con tanto rispetto per quello che è, ma soprattutto mai al mondo metterà piede qui dentro un oggetto dell'IKEA da me comprato che non potro trandare a chi entrerà qui dentro dopo di me).
Torniamo al governo, quale lampo di genio lo ha spindo a pensare alla ROTTAMAZIONE DEI MOBILI?
Forse spinto da sovvenzioni europee? chissà
Tutto sta che ha me sembra un modo geniale per fare più rifiuti e lo trovo assurdo.
Cosa pensiamo di farne dei rifiuti che facciamo, trovare il modo per rimangirseli.
Tanto già con gli inceneritori ce li fanno rimangiare ma sotto forma di nanoparticelle.

Complimenti a noi razza umana evoluta.
Continuiamo così.

domenica 15 febbraio 2009

Il rifiuto non esiste

Quando scarti qualche cosa che vuoi cuocerti o mangiare direttamente, pensa a cosa lo avvolgeva.
Perché prima di aprire la confezione tutto quello che avevi in mano era un bene, un prodotto, aveva valore e dopo un semplice gesto, una parte di quel prodotto viene consumata e l'altra diventa immediatamente rifiuto; magari senza nemmeno essere sporca o rovinata.

Perché non proviamo a non vedere più i rifiuti.
Incominciamo a pensare che ogni cosa che ci passa fra le mani non diventa mai rifiuto.
Magari viene riusata per lo stesso scopo.
Magari viene utilizzata con un nuovo scopo e così via per molti passaggi.
Pensiamo che il rifiuto non esiste, che non è mai esistito.
Buona fantasia.

Simone lambardi

mercoledì 12 novembre 2008

Inceneritore di Malagrotta non in regola


Notizia dell'11-11-2008 tratta da fareverde.it

Riportiamo la positiva notizia di oggi relativa al sequestro dell'inceneritore di Malagrotta a due giorni dall'inaugurazione prevista per giovedì 13 novembre.
La notizia è tratta dal sito di ADNKRONOS (http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2698423791).

Il sequestro di oggi conferma le preoccupazioni e le denunce di Fare Verde e della Rete Regionale Rifiuti del Lazio rispetto a un'opera costosa, dannosa e pericolosa.

Per completezza di informazione, riportiamo anche la notizia del 4 Novembre 2008, tratta da La Repubblica, sulla condanna del gestore della discarica di Malagrotta, area già sottoposta a forte degrado, in cui è localizzato anche il nuovo inceneritore sequestrato.
Infine, ricordiamo che la prossima puntata di REPORT su RAI 3, che si terrà il 16 o il 23 Novembre, parlerà dell'inceneritore di Malagrotta e delle motivazioni per cui non doveva essere costruito. Di seguito gli articoli.


Blitz alla discarica dei Carabinieri del Noe che hanno proceduto alla misura preventiva su ordine della Procura di Roma. L'impianto è risultato privo della 'Certificazione di Prevenzione Incendi' e di altri requisiti di legge

Roma, 11 nov. (Adnkronos/Ign) - I Carabinieri del Noe, Nucleo Operativo Ecologico, su ordine della Procura di Roma, hanno proceduto questa mattina al sequestro preventivo del gassificatore di Malagrotta disposto dal gip di Roma. L'impianto serve a bruciare, in loco, parte dei rifiuti urbani sotto la forma di Cdr, Combustibile da Rifiuti, sistema di smaltimento che è volto sia al contenimento dei volumi dei rifiuti sia alla produzione di energia elettrica. Il gassificatore, di fatto già attivo anche se l'inaugurazione ufficiale è prevista per il 13 novembre prossimo, sottoposto al vaglio dei Carabinieri del Noe, è risultato privo della indispensabile 'Certificazione di Prevenzione Incendi', non rispondendo, nel contempo, ad altri requisiti di legge.

Le inadempienze sono state riferite dai carabinieri al Procuratore della Repubblica di Roma e ai titolari del procedimento penale che hanno chiesto in via d'urgenza al gip il sequestro preventivo dell'impianto. Il gip ha ritenuto che è ''…indubbio ed estremamente inquietante il 'periculum in mora' desumibile dalla natura dell'attività svolta nell'impianto di gassificazione, dai materiali utilizzati per il processo di combustione e dalla presenza nelle immediate vicinanze di siti pericolosi in particolare una raffineria e un deposito di Gpl. Sussiste, infatti - continua il gip - fondato pericolo che la prosecuzione dell'attuale esercizio dell'impianto e la libera disponibilità di cose pertinenti al reato possa agevolare o protrarre le conseguenze del reato, ovvero - conclude il gip - agevolare la commissione di altri reati, trattandosi di esercizio di impianto in totale carenza dei requisiti di legge''.

Il gip ha peraltro autorizzato l'accesso e l'uso al solo fine di consentire il completamento dei lavori necessari alla messa in sicurezza dell'impianto, per poter così richiedere e ottenere il nulla osta dei Vigili del Fuoco, necessario per l'attivazione dello stesso.

Rifiuti speciali a Malagrotta condannato gestore della discarica
Repubblica — 04 novembre 2008 pagina 7 sezione: ROMA

«La discarica di Malagrotta è una "zona franca" per l' inosservanza di leggi italiane e comunitarie in materia di smaltimento dei rifiuti...». è l' accusa lanciata dal pubblico ministero Giuseppe Corasaniti che ha chiesto due anni di carcere per Francesco Rando, responsabile della Giovi srl, la società che gestisce la maxi-discarica capitolina. Ieri il giudice del tribunale monocratico Francesco Patrone gli ha dato ragione ma ha accolto a metà l' istanza della procura. Francesco Rando, responsabile della Giovi srl, infatti, è stato condannato a un anno di reclusione a 15mila euro di ammenda e al risarcimento, per i danni patrimoniali e morali, da liquidare in separata sede alle parti civili (Verdi ambiente e società, due comitati di cittadini di Malagrotta e Wwf ). Non avranno nulla invece Regione, Provincia e Comune che avevano rinunciato a presentarsi come «parti lese» nel processo. Rando è stato ritenuto responsabile della violazione dei decreti legislativi 22/97 e 36/2003, in quanto nella discarica di Malagrotta sono stati smaltiti «senza alcuna autorizzazione rifiuti pericolosi derivanti dal trattamento chimico-fisico del percolato e dei fanghi conferiti dall' Acea nell' ottobre 2004». Inoltre Rando è accusato di aver violato, nel maggio 2005, le procedure di ammissione in discarica «di rifiuti speciali senza che vi fosse la documentazione e senza alcuna verifica degli stessi rifiuti, di cui lo stesso sarebbe anche stato produttore». Soddisfatto l' avvocato di parte civile, Francesca Fragale, che ha definito «esemplare» la pena inflitta a Rando ed ha annunciato la preparazione di un dossier per sollecitare la magistratura a verificare se alcune morti avvenute nelle vicinanze della discarica possano essere in qualche modo ricondotte al tipo di inquinamento contestato al responsabile della discarica. La sentenza verrà invece impugnata dai difensori di Rando, gli avvocati Franco Giampietro e Fabio Anile. «Un precedente procedimento - obiettano - aveva già stabilito che l' attività svolta da Rando era autorizzata sin dal dicembre 2002». - MARINO BISSO


sabato 13 settembre 2008

rischi di un ritorno all'atomo


Tratto da fareverde.it

Fareverde informa Berlusconi e il centrodestra dei rischi di un ritorno all'atomo

Notizia del 12-09-2008

La volontaria di Fare Verde Cinzia Negri è riuscita ieri sera a consegnare personalmente al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi un foglietto informativo sulle centrali nucleari. La consegna è avvenuta con un simpatico blitz mentre il Presidente si allontanava dalla festa Atreju 08 che i giovani di Alleanza Nazionale hanno organizzato a Roma di fianco al Colosseo.
Il documento, realizzato sul modello dei foglietti illustrativi per i medicinali, riporta composizione, indicazioni e controindicazioni, effetti collaterali e dosaggi di una centrale nucleare.
L'azione della Negri è particolarmente meritoria: dopo una certa età le persone rischiano di abusare di farmaci pericolosi. Quindi, è meglio avvertirli dei rischi che corrono assumendo medicinali che spesso fanno più danni della malattia.
L'ipotetico farmaco proposto per curare i malanni energetici dell'Italia è la "Centrale Nucleare in supposte". Dato lo scenario, la forma farmaceutica più appropriata ci è sembrata, infatti, quella della supposta. Nel senso di supposta e non verificata efficacia della cura nucleare... non avrete mica pensato ad altro?!?...
Il farmaco viene indicato per curare "consumi di energia elettrica superiori fino al 46% rispetto al proprio fabbisogno dovuti ad incapacità cronica di utilizzare l’energia in modo razionale ed efficiente". Tuttavia, le controindicazioni e gli effetti indesiderati sono tali e tanti da consigliarne il ritiro dal mercato nel più breve tempo possibile.

SCARICA IL VOLANTINO CONSEGNATO A BERLUSCONI

La campagna di informazione nei confronti di una parte politica che sembra ostinatamente decisa ad infilare l'Italia nel vicolo cieco del nucleare continuerà domani pomeriggio con un incontro-confronto con i giovani del PDL.
L'incontro ha l'obiettivo di stimolare una riflessione approfondita sul tema energetico offrendo informazioni quasi sempre trascurate dai media. Fare Verde ringrazia l'organizzazione di Atreju 08 e il Presidente di Azione Giovani nonchè Ministro della Gioventù Giorgia Meloni per lo spazio offerto.
All'incontro sono stati invitati Maurizio Pallante, presidente del Movimento per la Decrescita Felice, i deputati di AN Fabio Rampelli e Marco Marsilio, che a differenza della maggior parte dei loro colleghi di maggioranza hanno espresso perplessità rispetto ad un ritorno alla fissione nucleare, e Massimo De Maio, presidente di Fare Verde.
L'incontro si terrà alle ore 16:00 presso la festa Atreju 08 - spazio Toqueville, in via di san Gregorio (di fianco al Colosseo - versante del parco del Celio - Fermata Metro Colosseo).

La campagna di Fare Verde per promuovere efficienza energetica e fonti rinnovabili è iniziata. Sono previste iniziative per informare anche le altre parti politiche e sociali del vasto e trasversale partito dell'atomo.

domenica 3 agosto 2008

Nucleare?


Notizia del 02-08-2008 tratta da fareverde.it

Anziché investire nel nucleare, si punti sulle rinnovabili e sul risparmio energetico.

In ritardo nello sviluppo delle fonti rinnovabili, l’Italia punti sul risparmio energetico ma anche sul nucleare per affrontare la crisi petrolifera e ridurre le emissioni di CO2. E’ questa, in estrema sintesi, la conclusione cui si giunge leggendo il Rapporto Energia e Ambiente 2007, pubblicato dall’ENEA, che sollecita maggiori investimenti e ricerca.
Il settore delle fonti d’energia rinnovabile (FER), secondo l’ENEA, può contribuire per il 23% alla riduzione, entro il 2020, delle emissioni di gas serra. L’Italia, tuttavia, è in ritardo, sia nella produzione di energia pulita (nel 2007 peraltro giunta ai minimi storici), sia nello sviluppo di tecnologia nel settore.
Il Rapporto sottolinea l’inadeguatezza dell’attuale sistema di promozione, fondato sui certificati verdi, con una quota d’obbligo che non tiene conto degli obiettivi nazionali di sviluppo delle fonti rinnovabili. Se non si arriva a nuovi e più efficaci strumenti di incentivazione, l’obiettivo di sviluppo delle rinnovabili fissato dal Ministero dello Sviluppo per il 2020 (100 TWh) sarà mancato del 30%. Eppure si tratta di un settore in enorme crescita, che nel 2007 ha registrato, a livello mondiale, oltre 148 miliardi di dollari di investimenti in più rispetto al 2006 (+ 60%). Il Rapporto denuncia anche i ritardi nella riqualificazione tecnologica e la scarsa competitività dell’Italia nel settore delle FER, a differenza di paesi come la Germania e la Danimarca, che grazie alle rinnovabili di seconda generazione (eolico e solare) hanno sviluppato tecnologia, fatturato e occupazione.
E’ comunque il settore dell’efficienza energetica quello che può dare i maggiori risultati nella riduzione delle emissioni di CO2. Il Rapporto dell’ENEA prevede una riduzione del 45% (scenario al 2020), soprattutto nei settori residenziale (14%) e dei servizi (11%), un po’ meno nell’industria e nei trasporti. Il miglioramento dell’efficienza negli usi finali consentirebbe inoltre un risparmio di 5 miliardi di euro all’anno sulla bolletta.
Ben più ridotto è invece l’apporto del nucleare, con un contributo alla riduzione dell’emissioni dell’appena il 6% nel 2020 e del 10% nel 2040.
In relazione al nucleare, il rapporto ne sposa la causa (alla cui costosa ricerca del resto l’ENEA partecipa). Ma lo studio stesso non riesce a nasconderne i punti critici. Intanto conferma che gli impianti non entreranno in funzione prima del 2020, contro le superficiali previsioni del Governo che parla di 7-8 anni: ancora 12 anni, quindi, nei quali bisognerà trovare altre soluzioni per ridurre le emissioni ed affrancarsi dal petrolio. La tecnologia utilizzata nel 2020, inoltre, sarà ancora quella dei reattori di cd. III generazione; per gli impianti di IV, di cui si promette una maggior efficienza e sicurezza, nonché la possibilità di recuperare le stesse scorie radioattive, i tempi sono ancora lunghi (almeno 25-35 anni), sempreché ne valga la pena: il rapporto evidenzia, infatti, la tendenza ad allungare la durata degli impianti (fino a 50/60 anni) anziché costruirne di nuovi, per realizzare il massimo beneficio dell’investimento.
Perplessità vengono anche sul fronte dei costi. Per quanto l’ENEA ne sostenga la convenienza, viene omessa qualunque indicazione sui costi del decommissioning (lo smantellamento degli impianti) e della costruzione del deposito permanente, di cui si riconosce però la criticità.
E’ allora il caso di ricordare che il deposito di Yucca Mountain, destinato a raccogliere le scorie prodotte negli Stati Uniti, è costato, solo per il progetto, 7 miliardi, ed altri 58 ne richiederebbe la sua realizzazione. In tema di costi, si rileva ancora come essi si abbattano a seguito dell’aumento del numero degli impianti (il che costituisce un chiaro incentivo alla proliferazione, anziché al contenimento).
Anche alla luce di tale confronto, appare una scelta sbagliata quella del ritorno al nucleare.
Si tratta di una tecnologia non solo rischiosa, ma dai tempi lunghi, dai costi alti e imprevedibili, comunque limitata nel tempo a causa della limitatezza delle riserve di uranio. E che potrà incidere solo limitatamente alla riduzione delle emissioni, pur assorbendo enormi costi nella ricerca e negli investimenti.
Il 45% di riduzione delle emissioni entro il 2020 ottenibile grazie all’incremento dell’efficienza energetica mostra invece la via prioritaria da seguire, su cui conviene concentrare i massimi sforzi in termini di ricerca, investimenti, contributi.

lunedì 28 luglio 2008


Questo è quanto mi hanno scritto riguardo alla pubblicità che veniva inserita nel mio blog:

(Gentile Simone Lambardi, Recentemente durante l'esame dei suoi dati, abbiamo scoperto che il suo account AdSense ha rappresentato una seria minaccia per i nostri inserzionisti AdWords. Mantenere il suo account nella nostra rete di publisher potrebbe danneggiare economicamente i nostri inserzionisti in futuro. Pertanto, abbiamo deciso di disattivarlo. La preghiamo di comprendere che questa decisione si è resa necessaria al fine di proteggere gli interessi dei nostri inserzionisti e di altri publisher AdSense. Ci rendiamo conto che ciò può causarle disagi. La ringraziamo anticipatamente per la sua comprensione e collaborazione. Per eventuali domande sul suo account o sui provvedimenti adottati non risponda a questa email. Per ulteriori informazioni, consulti la pagina [omissis] Cordiali saluti, Il team AdSense di Google)

Ho scoperto guardando su vari blog, che è inutile chiedere spiegazioni. Nessuno ti riponderà mai !
Le pubblicità per me erano un modo per coprire in minima parte le spese che posso sostenere dedicandomi al blog (quello che sono riuscito a "guadagnare" sono 64 Euro in un anno). Per fortuna a differenza di altri il mio account è stato bloccato subito dopo il pagamento della prima rata e non subito prima.
Per concludere, non sapendo per chi posso essere stato "una seria minaccia", continuero il mio lavoro di denuncia verso quelle cose che a mio parere poterbbero funzionare diversamente.
Simone lambardi

giovedì 17 luglio 2008

Forza Silvio



Ospite del convegno organizzato dalla Fondazione Medididea, dice: "Più bravo dei francesi: premier e ministri libici saranno miei ospiti"
Silvio-superstar: "Meglio di Sarkò" E al caro petrolio "ci penso io"

Il paragone tra Carfagna e Santa Maria Goretti. La gaffe in latino


ROMA - "Ebbene sì, sono meglio di Sarkozy, lui non è riuscito a portare Gheddafi e i ministri libici al vertice sul Mediterraneo. Io invece... eccoli qua".

Non è cambiato, ma nemmeno un po' e proprio in nulla. Silvio Berlusconi mantiene se stesso uguale a se stesso, nel tempo, nei luoghi, nelle situazioni: sugli eterni temi della giustizia, l'ossesione dei giudici, inseguendo il mito dell'io-faccio-quindi-sono-bravo. Il Caimano diventa Statista e viceversa, due tocchi, oplà, stravolgimenti così repentini che neppure Superman-Clark Kent.

Ordunque, oggi è stata la giornata del "oh come sono bravo" variante del "come me nessuno mai", manifestazioni di un misto di gelosia, invidia e bisogno sfrenato di sentirsi il migliore. In tutto. E di piacere, a tutti.

Da un po' di tempo, ad esempio, Berlusconi sente il fiato sul collo di Nicolas Sarkozy, più giovane di lui, più belloccio di lui, tombeur des femmes più di lui tanto da sposarsi Carla Bruni. Alto come lui ma negli indici di gradimento popolari Messieur le President sembra piazzato meglio. Ci manca solo che l'inquilino dell'Eliseo lo possa incalzare in politica. La Francia adesso è alla guida del semestre europeo e l'attivismo di Sarkò si è fatto subito sentire: il congresso Euromed per unire le risorse dei paesi che affacciano sul Mediterraneo; l'aut-aut all'Irlanda sul carta europea-Trattato di Lisbona. Senza contare quello straordinario momento mediatico che è stata la liberazione di Ingrid Betancourt.

Così da un paio di giorni Berlusconi si lancia in sfide, confronti e paragoni eccentrici. L'altro giorno ha "rinnovato" in diretta tivù l'incarico per un secondo mandato al presidente della Commissione Ue Manuel Barroso. Stamani, ospite del convegno della Fondazione Medidea del senatore Pisanu, ha messo le cose in chiaro con Sarkozy. "Dopo questo incontro - dice il presidente del Consiglio - avrò un piacevolissimo appuntamento con il primo ministro della Libia e con il ministro degli Esteri. Lo sottolineo anche perchè ciò ci conferisce una superiorità rispetto a Sarkozy che non è riuscito ad avere il governo libico come ospite nella conferenza Euromediterranea di Parigi".

Da Parigi non ci sono segnali su eventuali reazioni alla battuta. La giornata però ha regalato altre perle di stravaganza. Nello stesso convegno il premier ha informato che al problema caro-petrolio, su cui è impegnata in un fronte unico tutta l'Europa, ci pensa lui. "Sarò l'ufficiale di collegamento con i paesi produttori di petrolio" ha spiegato. Ghe pensi mi, insomma. Un'autocandidatura che nasce dal fatto che l'Europa in questo momento, dopo gli addii di Chirac, Putin, Blair, Aznar e Schroeder, è "un po' in affanno e accusa carenza di leadership".

Il resoconto stenografico della giornata segnala anche il paragone, fatto da Berlusconi, tra il ministro Mara Carfagna e Santa Maria Goretti ("Presidente,
accetti un consiglio, scherzi pure con le Fante, ma per favore lasci stare le Sante" è l'invito di Rosy Bindi) e uno strafalcione di latino. Parlando del muro contro muro con la Lega sulle priorità del governo - la giustizia per il premier, il federalismo per il Carroccio - il Cavaliere ha rassicurato tutti. Nessun problema, e quando mai. "Simul stabunt, simul cadunt" dice il premier sfoggiando il latinorum, "insieme staranno così insieme cadranno" nel senso che non ci saranno modifiche nè problemi tra Pdl e Lega. Però ha sbagliato la declinazione del verbo cadere, ha usato cadunt invece di cadent. Lo stesso errore che fece Craxi, anni fa. Ma allora c'era Natta, segretario del Pci, e la correzione arrivò seduta stante.

(17 luglio 2008)

venerdì 11 luglio 2008

Nuova legge sull'immigrazione


Cari tutti, vi inoltro un articolo che ha scritto un mio amico - Luca Trinchieri -, che è anche giornalista. L'articolo è stato pubblicato su Liberazione di oggi, in terza pagina. E' un fatto che ha vissuto in prima persona venerdi sera; quello che vi chiedo è di inoltrarlo a tutti i contatti che avete nella mailing list, così almeno il passaparola può, se non risolvere qualcosa, almeno far riflettere. Grazie per la cortesia.

Marco.

Roma, 21 giugno 2008 (Luca Trinchieri)

C´è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L´ora dell´aperitivo. Le vie attorno a piazza Trilussa gremite di persone. Cinque o sei bancarelle di venditori ambulanti. Un ragazzo ha appena regalato un paio di orecchinialla sua fidanzata. Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa. Non è un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l´impressione di dover essere riempita. È la prima operazione contro i venditori ambulanti dopo l ´entrata in vigore deldecreto sicurezza, che amplia i poteri per i sindaci in materia di ordine pubblico. Mi fermo ad osservare, come molti altri. Non è curiosità, la mia. È un istinto di controllo. I poliziotti iniziano a sbaraccare i banchetti. Via la merce, raccolta sommariamente nei lenzuoli su cui era disposta. Un agente tiene un indiano stretto per il braccio, mentre dal suo viso trapela tutto, la paura, la rassegnazione, fuorché l´istinto di scappare. È ammutolito. Un donnone africano, del Togo, è invece molto più loquace. Se la prende quando l´agente raccoglie violentemente i lembi del telo a cui erano appoggiati gli orecchini e le collane che vendeva. «fammi mettere nella borsa, almeno!» dice all´agente. «Non scappo, non ti preoccupare, ecco il mio permesso di soggiorno». «Ma perché tutto questo? - dice - non stavo facendo nulla di male». All´agente scappa un sorriso, forse un po´ amaro: «è il mio lavoro». Poi la donna incalza: «conosco la nuova legge. Ora mi fate 5.000 euro di multa. Ma perché non ci date un modo di fare questo lavoro regolarmente?» Nessuna risposta dall´agente, che se ne va e lascia il posto ad un collega, molto meno accomodante. «E muoviti, su!», dice senza accennare ad aiutarla a trasportare le sue cose. Lei, con lo stesso sorriso sul volto, chiude la valigia arancione e con le mani occupate dice «dove andiamo, di qua?», mascherando con l´orgoglio la paura che in fondo in fondo le sta crescendo. Mantiene l´ironia però, quando mi avvicino e le chiedo da dove viene. «Da Napoli, bella Napoli, vero?», e intanto, mentre mi svela le sue vere origini africane, si toglie gli orecchini: «questa bigiotteria non mi serve più, stasera». Due metri più distante due ragazzini italiani, con il loro banchetto in tutto e per tutto uguale agli altri. Devono sbaraccare anche loro, ma gli agenti usano maniere molto più educate. Non li tengono per le braccia, non gli ammassano la merce. La ragazza raduna le poche cose che avevano in vendita. Lui è allibito, terrorizzato, e inizia a parlare nervosamente: «ve lo giuro, è la prima volta che vengo, lasciatemi andare». «Se prendiamo loro dobbiamo prendere anche voi», risponde un agente. Ma alla fine non sarà così. Il ragazzo si dispera, «sono diRoma, non posso credere che mi trattiate allo stesso modo che a quelli lì». Evidentemente è un discorso convincente. Si avvicina un signore in borghese che è lì a dirigere l´intera operazione. «Dottò, Capitano, Maresciallo, giuro che non lo farò mai più...». Si sbraccia, sembra un bambino appena messo in punizione dalla mamma. L´uomo in borghese si mostra irremovibile, ma si capisce subito che vuole solo dargli una lezione, e appena gli altri fermati - 7 persone, tutte straniere - non sono più a vista, lo lascia andare. A operazione conclusa vado dal signore in borghese, mi presento, «sono un giornalista e ho assistito alla scena. Perché avete fermato solo gli stranieri?», chiedo. La risposta è eloquente. «Portatelo via, identificatelo, e controllate - aggiunge guardandomi negli occhi - perché ha l´alito che puzza di birra». Già, la birra che stavo bevendo prima, e che mi è andata di traverso con tutto quello che succedeva. Per fortuna non è ancora reato, comunque. Mi portano in due verso il ducato dove sono radunati gli stranieri, tenendomi strette le mani sulle braccia. Non mi era mai successo, prima, ed è una sensazione davvero sgradevole. «Questo per adesso è nell´elenco dei fermati» dice l´uomo alla mia destra, anche lui in borghese, ad un collega. Spalle alla camionetta, mani fuori dalle tasche, cellulare sequestrato. «Perché avete fermato solo gli stranieri?». L´uomo con la polo rosa, quello
che mi stringeva da destra, mi risponde, anche se - dice - non sarebbe tenuto: «perché questi sono tutti irregolari». Balle, ho visto con i miei occhi la donna togolese dare il proprio permesso di soggiorno al poliziotto, prima. Ma non mi aspettavo certo una risposta veritiera. «Certo che non avevi proprio nient´altro di meglio da fare», dice con sprezzo uno degli agenti. «Ho fatto una domanda, voglio una risposta». L´uomo in rosa, che ha la mia carta d´identità e sta scandendo il mio nome per radio si gira verso di me, «hai finito di parlare?» grida. A quanto pare anche rispondere alle domande costituisce un grave errore, e infatti un terzo poliziotto, defilato fino a poco prima si indirizza a me dicendo «guarda che a fare così peggiori solo la tua situazione». Chiedo di sapere i loro nomi e gradi, come avevo fatto già con l´uomo in borghese al
principio, convinto che per legge sia un loro dovere identificarsi. Un altro poliziotto - ma quanti ne ho attorno, quattro, cinque? - mi da la sua versione della legge. «Vedi qual è la differenza, è che io posso chiederti come ti chiami e tu non puoi chiedermi niente, chi comanda sono io». Un suo collega aggiunge: «certo, se lo vuoi mettere per iscritto è diverso, ma non te lo consiglio, la cosa si farebbe piuttosto scomoda». La minaccia mancava, in effetti. Interrompe la discussione l´uomo in rosa. «Luca!», e con la mano mi fa cenno di andare da lui. «Vuoi andare?» «Voglio una risposta alla mia domanda», insisto. «Non hai capito - si spiega - hai voglia di chiuderla qui questa storia o no?». «Non sono stupido, so quello che mi sta dicendo, ma io voglio la mia risposta». Mi accompagna lontano dal furgone, in piazza Trilussa. Davanti a me l´uomo che comanda l´operazione, quello dell´alito puzzolente. Mi chiedo se tornare da lui, ma mi rendo conto che nel gioco del muro contro muro il suo è molto più duro. Aspetto ancora in piazza, osservo l´operazione concludersi, fino all´istante i cui gli immigrati vengono caricati sul furgone che si mischia al traffico del lungotevere. Non c´è altro da fare, questa sera, se non raccontare in giro quello che ho visto.

Questa triste deriva, quest´inverno italiano che avanza.

Oggi inizia l´estate.

Evviva.

giovedì 10 luglio 2008

Vittoria


In seguito alla nostra campagna “Nutella salva la foresta” e grazie anche al tuo aiuto Ferrero ha aderito alla nostra richiesta di moratoria sull’espansione delle coltivazioni di palma da olio che distruggono le ultime foreste del Sud est asiatico e alla Nazionale degli ultimi oranghi del Borneo e alla raccolta di oltre 10.000 firme, siamo riusciti ad ottenere – dopo il successo su Unilever - un altro enorme risultato su una delle più grandi multinazionali italiane.
In una lettera inviata a Greenpeace, Ferrero dichiara di “essere pronta a muoversi per raggiungere, in un lasso di tempo ragionevole, i seguenti obiettivi:

moratoria su ulteriori deforestazioni dovute alla produzione di olio di palma;
sviluppo di sistemi credibili di tracciabilità e di certificazione di quest'ultimo
Tuttavia se la deforestazione non verrà fermata, gli sforzi di Ferrero e tutte le altre multinazionali della RSPO per rintracciare olio di palma sostenibile sono condannati al fallimento.

Continueremo a lavorare affinché anche le altre grandi multinazionali che utilizzano olio di palma e i membri della RSPO (Tavola Rotonda per l’Olio di Palma Sostenibile), uniscano le forze insieme a Unilever e Ferrero per chiedere ai propri fornitori di olio di palma di sostenere la moratoria per bloccare la distruzione in corso.
Per salvare il pianeta dagli effetti del cambiamento climatico a causa delle deforestazione la strada è ancora lunga ma vi terremo informati e, se dovesse essere necessario, chiederemo ancora il vostro aiuto per stimolare quelle multinazionali che ancora non hanno preso una posizione chiara, affinché sostengano la moratoria.

Il nostro lavoro, però, non è affatto terminato.
E avremo ancora bisogno di te.

Grazie ancora per il tuo aiuto.
Chiara Campione
Responsabile della Campagna Foreste
Greenpeace Italia

link

venerdì 4 luglio 2008

In difesa della Costituzione


In difesa della Costituzione

Cento costituzionalisti hanno firmato un documento nel quale esprimono "insuperabili perplessità di legittimità costituzionale" sull'emendamento blocca processi e sul lodo Alfano sull'immunità temporanea per le alte cariche dello Stato. E chiedono di aderire al loro appello "in difesa della Costituzione".

(il testo dell'appello)

FIRMA ANCHE TU

giovedì 29 maggio 2008

Medicina Omeopatica


Questo è l'indirizzo per firmare la petizione per rendere la medicina omeopatica mutuabile anche in Italia.
Fate girare.

http://www.PetitionOnline.com/1611073/petition.html

lunedì 26 maggio 2008

Incenerito o termovalorizzato ? (fareverde.it)


Notizia del 26-05-2008

Fare Verde mercoledì 21 maggio scorso ha commentato a caldo le decisioni del Consiglio dei Ministri relative all'emergenza rifiuti in Campania evidenziando come discariche ed inceneritori non potessero essere considerate soluzioni definitive.

Il giorno dopo, Giovedì 22 maggio è stata diramata la notizia secondo la quale la Commissione Europea ha espresso dubbi sull'efficacia delle misure decise dal governo italiano per affrontare la crisi dei rifiuti a Napoli. La portavoce dell'esecutivo comunitario, Barbara Helfferich, ha detto che i provvedimenti non risolvono "i problemi strutturali": considerazioni perfettamente coincidenti con le valutazioni di Fare Verde.

Non ci voleva molto a capirlo: chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la gestione integrata dei rifiuti sa che un piano serio parte dalla testa e non dalla coda, cioè dalla riduzione a monte dei rifiuti e non dal loro smaltimento. Allo stesso modo, qualsiasi esperto di rifiuti sa che gli inceneritori hanno bisogno di discariche speciali dove stoccare ceneri tossiche.
Solo i politici e i giornalisti italiani sembrano non saperne nulla...

Incontrando i giornalisti a Bruxelles, la portavoce della Commissione Europea ha spiegato: "Speriamo molto che le misure applicate finora risolvano il problema contingente, ma i problemi strutturali ancora non li ha risolti e speriamo che l'Italia decida al più presto misure per piani di gestione adeguati". Helfferich ha detto anche che la Commissione valuterà se le nuove misure decise dal governo "rispettano la legislazione europea".

Fare Verde, quindi, continua a chiedere misure urgenti per uscire definitivamente dall'emergenza: provvedimenti per la riduzione a monte dei rifiuti, raccolte differenziate spinte fino all'80%, piattaforme di riciclaggio come quella di Vedelago (Treviso), centri di compostaggio.

sabato 24 maggio 2008

Affare rifiuti


Notizia del 23-05-2008 (fareverde.it)


RIFIUTI: Fare Verde spera in Ministro Zaia e Presidente Alessandri (LN) favorevoli ad alternative agli inceneritori

Nella folle orgia d'inceneritori e discariche promossa in maniera bipartisan da PDL e PD si intravvede per fortuna qualche barlume diluce che speriamo possa illuminare il resto del Parlamento che a quanto pare di serie politiche di gestioni rifiuti secondo i veri dettati europei sa poco e nulla. Ci riferiamo in particolare al Ministro dell'Agricoltura Luca Zaia ed al neo Presidente della Commissione Ambiente, Lavori Pubblici della Camera Angelo Alessandri.

Luca Zaia da presidente della Provincia di Treviso ha incentivato la diffusione della raccolta differenziata porta a porta, che oggi permette alla Marca di superare in una realtà di 850.000 abitanti il 66% di raccolta differenziata e fare a meno di un inceneritore dopo aver chiuso diverse discariche. Zaia, anche da vice-presidente della Regione Veneto ha continuato a perseguire politiche alternative alla costruzione d'inceneritori in Veneto, puntando su riduzione, raccolta differenziata porta a porta, compostaggio, trattamento meccanico biologico che destina la frazione biostabilizzata minima in discarica ed il "cdr" eventualmente in cementifici e non in costosissimi inceneritori. Tra l'altro in provincia di Treviso esiste il Centro Riciclo Vedelago, che ha ideato un innovativo sistema che puo' recuperare senza bruciare o mettere in discarica anche gli scarti non riciclabili trasformandoli in sabbie sintetiche. Zaia ha saputo contrapporsi anche a compagni di partito nella Lega Nord, come Giancarlo Gentilini (oggi vice-sindaco di Treviso) favorevoli alla costruzione di un inutile inceneritore nella Marca. Tra l'altro va rilevato che uno dei pochi Comuni in provincia di Treviso che non fa la raccolta porta a porta è proprio il capoluogo governato dal duo Gobbo-Gentilini, che hanno la percentuale di differenziata più bassa della provincia.

Angelo Alessandri, presidente federale della Lega, da consigliere provinciale di Reggio Emilia dal 1999 al 2006 e poi da deputato dal 2006 si è sempre opposto alla realizzazione di un inceneritore in provincia di Reggio ed in altre provincie emiliano romagnole, puntando anche lui sulla promozione della raccolta differenziata porta a porta. Raccolta che si sta iniziando a praticare sia nel capoluogo (che si è posto l'obiettivo del 70% di differenziata entro il 2012 e punta su Trattamento Meccanico Biologico) che in altri comuni reggiani. Alessandri ha anche promosso politiche alternative agli inceneritori come il Trattamento Meccanico Biologico. Da deputato ha anche denunciato nel 2006 con una interrogazione al Ministro dell'Agricoltura, i rischi derivati dall'ubicazione d' impianti dismaltimento come discariche e inceneritori in zone di produzione di prodotti agro-alimentari di qualità, dop e igp, in primis ad esempio nelle zone di produzione di Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma.In Emilia Romagna, grazie ad Alessandri la Lega conduce una dura battaglia contro discariche e raddoppi o costruzioni d'inceneritori puntando sulle alternative industriali e la diffusione della raccolta differenziata porta a porta.

Alessandri ha anche denunciato pubblicamente nel 2006, il business dei "Cip6" pro inceneritori equindi ci auguriamo che sia coerente guardiano di fronte ad ogni tentativo di rinserire qualsiasi tipo d' incentivo all'incenerimento di rifiuti non biodegradabili che sono considerati illegali dall'UnioneEuropea (normativa 2001/77) oltre che una misura illiberale che non garantisce il corretto svolgimento della gestione dei rifiuti sfavorendo la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata spinta.

Ciauguriamo che sia il Ministro Zaia che il Presidente della Commissione Ambiente Alessandri, accolgano le proposte di Fare Verde e continuino coerentemente la loro battaglia propositiva per una gestione dei rifiuti che riduca drasticamente l'uso di discariche ed inceneritori puntando sulle alternative ed approfondendo anche l'importante tematica delle innovative politiche Rifiuti Zero. Politiche che potrebberoessere applicate già subito sui loro territori di riferimento sia in provincia di Treviso che in quella di Reggio Emilia dove la raccolta differenziata è già rispettivamente al 66% e 48%. Questo Parlamento ha bisogno di qualche "bagliore di luce" realmente ambientalista in materia di rifiuti.

TERMOVALORIZZATORI = INCENERITORI + DANNOSI


Notizia del 22-05-2008 (fareverde.it)


Rifiuti: il Governo vada oltre l'emergenza rinunciando ai cosiddetti "termovalorizzatori"

Fare Verde auspica che il Governo italiano sappia guardare oltre l'emergenza e che risolva in via definitiva il problema rifiuti, rinunciando all'abusata opzione "discariche e inceneritori".

Va detto a chiare lettere che i cosiddetti "termovalorizzatori" necessitano di discariche speciali dove stipare ceneri tossiche in una misura pari ad almeno il 30% dei rifiuti inceneriti. Per un territorio come la Campania, devastato dallo sversamento illegale di rifiuti tossico-nocivi, l'incenerimento dei rifiuti è quindi, l'ennesima soluzione temporanea che aggrava la situazione invece di risolverla una volta per tutte.
Fare Verde chiede al Governo interventi urgenti per risolvere definitivamente il problema rifiuti in Campania come nel resto d'Italia: provvedimenti per la riduzione dei rifiuti alla fonte, centri di compostaggio, piattaforme di riciclaggio e impianti per il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti che non si riescono a ridurre e differenziare. Si tratta di impianti che in Campania sono vergognosamente inesistenti e nel centro-sud Italia del tutto insufficienti.

"Ci auguriamo che il Governo italiano dia un vero segnale di svolta e, dopo aver di nuovo affidato la gestione dell'emergenza rifiuti a Bertolaso, inizi a pensare seriamente ad un pacchetto di norme e all'impiantistica necessaria per risolvere il problema in via definitiva" - afferma Massimo De Maio, presidente di Fare Verde Onlus - "Quello dell'ordine pubblico è l'effetto drammatico di una gestione illegale dei rifiuti che ha coinvolto per decenni tutta la classe politica campana. Senza distinzioni. Auguri, quindi, a Bertolaso e De Gennaro. Ma il problema è altrove e per risolverlo una volta per tutte occorre sapere come si riducono alla fonte i nostri rifiuti, come si raccolgono in modo differenziato, come si riciclano. Non basta pensare a incenerirli e stiparli in qualche discarica più o meno a norma in attesa della prossima emergenza."

Fare Verde richiama l'attenzione sugli aspetti economici della gestione rifiuti e anche in questo caso reclama un chiaro segnale di svolta da parte dell'attuale Governo: in un momento economico estremamente difficile, il Consiglio dei Ministri deve tenere conto di quali sono le soluzioni meno dispendiose per il problema rifiuti. La promessa di ridurre la pressione fiscale può essere mantenuta solo attraverso l'eliminazione degli sprechi di denaro pubblico.
Con i 250 milioni di euro necessari per costruire un solo "termovalorizzatore", si possono realizzare 25 impianti di compostaggio di qualità che producono fertilizzante e metano invece di ceneri tossiche e fumi inquinanti.
Si tenga conto anche dell'impatto occupazionale delle opere realizzate: in un centro di riciclaggio come quello di Vedelago (Treviso) lavorano 64 persone, in un "termovalorizzatore" come quello di Brescia, solo una decina. Nel Sud Italia non c'è bisogno di lavoro?

Per i rifiuti che si sono già accumulati lungo le strade e nei centri di stoccaggio provvisorio, Fare Verde rilancia la proposta dell'assessore all'ambiente della Regione Campania, Walter Ganapini: pre-trattarli e bruciarli in impianti già esistenti, inclusi i cementifici.

Per Fare Verde, non si può ignorare l'urgenza del problema rifiuti: molti comuni campani hanno dimostrato che si possono raggiungere elevate percentuali di riciclaggio in pochi mesi, ordinanze per la riduzione alla fonte dei rifiuti possono essere efficaci in poche settimane, centri di compostaggio, isole ecologiche e piattaforme per il riciclaggio sono impianti che diventano operativi in poco tempo.
I "termovalorizzatori" sono impianti, invece, costosi e complessi che, oltre a non eliminare le discariche, richiedono maggiori investimenti e tempi più lunghi di realizzazione.

Infine, una esortazione alla coerenza da parte del presidente di Fare Verde: "Il Presidente del Consiglio Berlusconi dimostri la sua propensione per il libero mercato negando gli incentivi alle imprese private che realizzano "termovalorizzatori": attualmente sono i cittadini italiani a sostenere gli investimenti per queste opere attraverso un contributo pagato sulla bolletta elettrica. È ora che queste aziende private in cui la collettività partecipa sostenendo parte dei costi, si assumano il rischio d'impresa".
Fare Verde ricorda che gli inventivi creano distorsioni di mercato a favore degli imprenditori che realizzano "termovalorizzatori" con i soldi dello stato, mentre gli imprenditori che realizzano con i propri soldi centri di compostaggio e riciclaggio non godono di alcun incentivo.

mercoledì 7 maggio 2008

9 Maggio festa dell'Europa


"La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano. Il contributo che un'Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche. L'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto".
Il 9 Maggio 1950 Robert Schuman, Ministro degli esteri francese, pronunciava questa dichiarazione che è alla base del processo d'integrazione europea.

Come sarebbe il mondo e, soprattutto, come sarebbe il nostro continente senza l'Unione europea? Rispondere con precisione non è ovviamente possibile ma, lavorando d'immaginazione, non è difficile pensare a tanti Stati con altrettante leggi, mercati, monete ed economie diverse, ripiegati sui propri egoismi nazionali ed incapaci di risolvere ed affrontare insieme problemi comuni.

Noi siamo nati trovandoci senza sforzo il grande dono dell'Europa unita e, spesso, non ci rendiamo neppure conto di quanto sia prezioso. I nostri padri, i nostri nonni hanno vissuto l'Europa prima del 9 maggio 1950. Molti di noi hanno invece avuto il grande privilegio di non sperimentare guerre, dittature, fame, privazione della libertà e di altri diritti fondamentali. Siamo nati in un'Europa dove la pace, la democrazia e lo Stato di diritto sembrano essere dati di fatto, come l'azzurro del cielo o il calore del sole.

Questa Europa dove tutti possono circolare liberamente, studiare, cercare lavoro, realizzare imprese, dalle Canarie alla Finlandia, dalla Sicilia all'Irlanda, è stata costruita da tanti uomini illuminati che spesso hanno vissuto sulla loro pelle la privazione della libertà o l'esilio. E' progredita con lo sforzo più o meno noto di tantissimi e, soprattutto, con la partecipazione dei popoli europei che più volte hanno detto dei "sì" fondamentali che hanno segnato alcune tappe del processo di integrazione.

Ora, alla vigilia dell'entrata in vigore del nuovo Trattato di Lisbona che porterà ancora più democrazia ed efficacia nel processo decisionale, dopo l'Euro e la riunificazione del continente, ci rendiamo conto che le sfide che ci aspettano sono ancora tante. Il pianeta si sta scaldando più del dovuto per colpa dell'uomo e la domanda di energia e di altre materie prime aumenta in parallelo alla crescita di giganti demografici quali l'India e la Cina. L'attuale modello di sviluppo non è sostenibile e centinaia di milioni di persone sono sempre più esposte a siccità, carestie, fame, malattie, povertà estrema e analfabetismo. Miseria e disperazione sono anche alla radice di grandi flussi migratori che premono sul nostro continente e, la limitatezza delle risorse e il malcontento alimentano fenomeni di terrorismo di cui siamo stati vittima anche noi europei. Il mercato globale ci porta a riconsiderare i nostri livelli di competitività e di capacità di creare occupazione e crescita mettendoci di fronte a modelli di produzioni con standard di protezione sociale e di tutela dell'ambiente diversi da quelli europei.

A tutti questi grandi problemi che riguardano il nostro futuro e la nostra capacità di preservare l'ecosistema del pianeta, l'Europa unita è in grado di dare risposte che mai avrebbe potuto trovare se debole e divisa in tanti Stati e staterelli incapaci di decidere insieme.

Le nuove generazioni vivranno in un mondo con nuovi rischi e sfide difficili; ma avranno un grande strumento per affrontare il futuro: l'Unione europea, prima economia e mercato del mondo in grado di portare avanti politiche comuni per gestire la globalizzazione.
Personalmente mi sembra un ottimo motivo per festeggiare con convinzione il 9 maggio.

Carlo Corazza Direttore della Rappresentanza a Milano

Ambiente: tre procedimenti d’infrazione contro l’Italia


L’iniziativa della Commissione riguarda i rifiuti e le emissioni

La Commissione europea prosegue la sua azione a carico dell’Italia in due casi di violazione della normativa UE sulla protezione della salute umana e dell’ambiente contro i rischi derivanti dai rifiuti. Inoltre, la Commissione si accinge ad inviare una diffida a nove Stati membri, tra cui l’Italia, che non hanno rilasciato o aggiornato le autorizzazioni per gli impianti industriali secondo quanto previsto dalla direttiva sulla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento.

continua...

lunedì 5 maggio 2008

Scrivi a Unilever


Firma la Petizione e chiedi a Unilever di non utilizzare più per i propri prodotti olio di palma che provenga dalla deforestazione e sostenere la moratoria sulla conversione delle foreste indonesiane:

Petizione on-line

martedì 22 aprile 2008

Andate a firmare per i referendum

L'Italia non ha una informazione libera. Questo è il motivo
per il quale nessuna televisione, nessun giornale sta
promuovendo il referendum del 25 aprile per una
"Libera informazione in un libero Stato". Sarebbe la loro fine.
Ho bisogno del tuo aiuto. Diffondi la notizia e i punti di
raccolta delle firme elencati di seguito.

Invia questa email a tutti coloro che vogliono una
informazione libera in Italia per firmare il 25 aprile
per i tre referendum:

1- abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini
2- cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset


Il 25 aprile saremo in 460 punti in tutta Italia
e in città su 5 continenti.
Trova quello più vicino a te su: http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/

Coraggio!
Beppe Grillo.

PS Stampa e diffondi anche il volantino: http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/volantino_v2-day.pdf