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sabato 7 marzo 2009

Rottamazione

Beh che dire, hanno escogitato una geniale idea:
LA ROTTAMAZIONE DEI MOBILI.
Ma dico non bastava l'IKEA già ha fare del male, pure il governo doveva avere questa geniale idea. Già il male dell'IKEA mi sembra più che sufficiente.
Fare mobili scarsi, che costano poco daccordo, ma scarsi che non durano un cazzo.
Tutto questo per cosa? per creare più immondizia senza fregarsene di dove sarà messa.
Di sicuro non dietro casa mia la maggior parte risponderà.
Geniale un mobile prima veniva tramandato di generazione in generazione, adesso sono le multinazionali che ti hanno come cliente per generazioni e generazioni.
(Soddisfazione personale: nella casa che sto ristrutturando, fra le tante cianfrusaglie che ci sono, ho risitemato la "madia" della bisnonna, il mobile da camera dei nonni, sto utilizzando il servito buono della bisnonna, con tanto rispetto per quello che è, ma soprattutto mai al mondo metterà piede qui dentro un oggetto dell'IKEA da me comprato che non potro trandare a chi entrerà qui dentro dopo di me).
Torniamo al governo, quale lampo di genio lo ha spindo a pensare alla ROTTAMAZIONE DEI MOBILI?
Forse spinto da sovvenzioni europee? chissà
Tutto sta che ha me sembra un modo geniale per fare più rifiuti e lo trovo assurdo.
Cosa pensiamo di farne dei rifiuti che facciamo, trovare il modo per rimangirseli.
Tanto già con gli inceneritori ce li fanno rimangiare ma sotto forma di nanoparticelle.

Complimenti a noi razza umana evoluta.
Continuiamo così.

domenica 15 febbraio 2009

Il rifiuto non esiste

Quando scarti qualche cosa che vuoi cuocerti o mangiare direttamente, pensa a cosa lo avvolgeva.
Perché prima di aprire la confezione tutto quello che avevi in mano era un bene, un prodotto, aveva valore e dopo un semplice gesto, una parte di quel prodotto viene consumata e l'altra diventa immediatamente rifiuto; magari senza nemmeno essere sporca o rovinata.

Perché non proviamo a non vedere più i rifiuti.
Incominciamo a pensare che ogni cosa che ci passa fra le mani non diventa mai rifiuto.
Magari viene riusata per lo stesso scopo.
Magari viene utilizzata con un nuovo scopo e così via per molti passaggi.
Pensiamo che il rifiuto non esiste, che non è mai esistito.
Buona fantasia.

Simone lambardi

mercoledì 12 novembre 2008

Inceneritore di Malagrotta non in regola


Notizia dell'11-11-2008 tratta da fareverde.it

Riportiamo la positiva notizia di oggi relativa al sequestro dell'inceneritore di Malagrotta a due giorni dall'inaugurazione prevista per giovedì 13 novembre.
La notizia è tratta dal sito di ADNKRONOS (http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2698423791).

Il sequestro di oggi conferma le preoccupazioni e le denunce di Fare Verde e della Rete Regionale Rifiuti del Lazio rispetto a un'opera costosa, dannosa e pericolosa.

Per completezza di informazione, riportiamo anche la notizia del 4 Novembre 2008, tratta da La Repubblica, sulla condanna del gestore della discarica di Malagrotta, area già sottoposta a forte degrado, in cui è localizzato anche il nuovo inceneritore sequestrato.
Infine, ricordiamo che la prossima puntata di REPORT su RAI 3, che si terrà il 16 o il 23 Novembre, parlerà dell'inceneritore di Malagrotta e delle motivazioni per cui non doveva essere costruito. Di seguito gli articoli.


Blitz alla discarica dei Carabinieri del Noe che hanno proceduto alla misura preventiva su ordine della Procura di Roma. L'impianto è risultato privo della 'Certificazione di Prevenzione Incendi' e di altri requisiti di legge

Roma, 11 nov. (Adnkronos/Ign) - I Carabinieri del Noe, Nucleo Operativo Ecologico, su ordine della Procura di Roma, hanno proceduto questa mattina al sequestro preventivo del gassificatore di Malagrotta disposto dal gip di Roma. L'impianto serve a bruciare, in loco, parte dei rifiuti urbani sotto la forma di Cdr, Combustibile da Rifiuti, sistema di smaltimento che è volto sia al contenimento dei volumi dei rifiuti sia alla produzione di energia elettrica. Il gassificatore, di fatto già attivo anche se l'inaugurazione ufficiale è prevista per il 13 novembre prossimo, sottoposto al vaglio dei Carabinieri del Noe, è risultato privo della indispensabile 'Certificazione di Prevenzione Incendi', non rispondendo, nel contempo, ad altri requisiti di legge.

Le inadempienze sono state riferite dai carabinieri al Procuratore della Repubblica di Roma e ai titolari del procedimento penale che hanno chiesto in via d'urgenza al gip il sequestro preventivo dell'impianto. Il gip ha ritenuto che è ''…indubbio ed estremamente inquietante il 'periculum in mora' desumibile dalla natura dell'attività svolta nell'impianto di gassificazione, dai materiali utilizzati per il processo di combustione e dalla presenza nelle immediate vicinanze di siti pericolosi in particolare una raffineria e un deposito di Gpl. Sussiste, infatti - continua il gip - fondato pericolo che la prosecuzione dell'attuale esercizio dell'impianto e la libera disponibilità di cose pertinenti al reato possa agevolare o protrarre le conseguenze del reato, ovvero - conclude il gip - agevolare la commissione di altri reati, trattandosi di esercizio di impianto in totale carenza dei requisiti di legge''.

Il gip ha peraltro autorizzato l'accesso e l'uso al solo fine di consentire il completamento dei lavori necessari alla messa in sicurezza dell'impianto, per poter così richiedere e ottenere il nulla osta dei Vigili del Fuoco, necessario per l'attivazione dello stesso.

Rifiuti speciali a Malagrotta condannato gestore della discarica
Repubblica — 04 novembre 2008 pagina 7 sezione: ROMA

«La discarica di Malagrotta è una "zona franca" per l' inosservanza di leggi italiane e comunitarie in materia di smaltimento dei rifiuti...». è l' accusa lanciata dal pubblico ministero Giuseppe Corasaniti che ha chiesto due anni di carcere per Francesco Rando, responsabile della Giovi srl, la società che gestisce la maxi-discarica capitolina. Ieri il giudice del tribunale monocratico Francesco Patrone gli ha dato ragione ma ha accolto a metà l' istanza della procura. Francesco Rando, responsabile della Giovi srl, infatti, è stato condannato a un anno di reclusione a 15mila euro di ammenda e al risarcimento, per i danni patrimoniali e morali, da liquidare in separata sede alle parti civili (Verdi ambiente e società, due comitati di cittadini di Malagrotta e Wwf ). Non avranno nulla invece Regione, Provincia e Comune che avevano rinunciato a presentarsi come «parti lese» nel processo. Rando è stato ritenuto responsabile della violazione dei decreti legislativi 22/97 e 36/2003, in quanto nella discarica di Malagrotta sono stati smaltiti «senza alcuna autorizzazione rifiuti pericolosi derivanti dal trattamento chimico-fisico del percolato e dei fanghi conferiti dall' Acea nell' ottobre 2004». Inoltre Rando è accusato di aver violato, nel maggio 2005, le procedure di ammissione in discarica «di rifiuti speciali senza che vi fosse la documentazione e senza alcuna verifica degli stessi rifiuti, di cui lo stesso sarebbe anche stato produttore». Soddisfatto l' avvocato di parte civile, Francesca Fragale, che ha definito «esemplare» la pena inflitta a Rando ed ha annunciato la preparazione di un dossier per sollecitare la magistratura a verificare se alcune morti avvenute nelle vicinanze della discarica possano essere in qualche modo ricondotte al tipo di inquinamento contestato al responsabile della discarica. La sentenza verrà invece impugnata dai difensori di Rando, gli avvocati Franco Giampietro e Fabio Anile. «Un precedente procedimento - obiettano - aveva già stabilito che l' attività svolta da Rando era autorizzata sin dal dicembre 2002». - MARINO BISSO


lunedì 28 luglio 2008


Questo è quanto mi hanno scritto riguardo alla pubblicità che veniva inserita nel mio blog:

(Gentile Simone Lambardi, Recentemente durante l'esame dei suoi dati, abbiamo scoperto che il suo account AdSense ha rappresentato una seria minaccia per i nostri inserzionisti AdWords. Mantenere il suo account nella nostra rete di publisher potrebbe danneggiare economicamente i nostri inserzionisti in futuro. Pertanto, abbiamo deciso di disattivarlo. La preghiamo di comprendere che questa decisione si è resa necessaria al fine di proteggere gli interessi dei nostri inserzionisti e di altri publisher AdSense. Ci rendiamo conto che ciò può causarle disagi. La ringraziamo anticipatamente per la sua comprensione e collaborazione. Per eventuali domande sul suo account o sui provvedimenti adottati non risponda a questa email. Per ulteriori informazioni, consulti la pagina [omissis] Cordiali saluti, Il team AdSense di Google)

Ho scoperto guardando su vari blog, che è inutile chiedere spiegazioni. Nessuno ti riponderà mai !
Le pubblicità per me erano un modo per coprire in minima parte le spese che posso sostenere dedicandomi al blog (quello che sono riuscito a "guadagnare" sono 64 Euro in un anno). Per fortuna a differenza di altri il mio account è stato bloccato subito dopo il pagamento della prima rata e non subito prima.
Per concludere, non sapendo per chi posso essere stato "una seria minaccia", continuero il mio lavoro di denuncia verso quelle cose che a mio parere poterbbero funzionare diversamente.
Simone lambardi

venerdì 11 luglio 2008

Nuova legge sull'immigrazione


Cari tutti, vi inoltro un articolo che ha scritto un mio amico - Luca Trinchieri -, che è anche giornalista. L'articolo è stato pubblicato su Liberazione di oggi, in terza pagina. E' un fatto che ha vissuto in prima persona venerdi sera; quello che vi chiedo è di inoltrarlo a tutti i contatti che avete nella mailing list, così almeno il passaparola può, se non risolvere qualcosa, almeno far riflettere. Grazie per la cortesia.

Marco.

Roma, 21 giugno 2008 (Luca Trinchieri)

C´è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L´ora dell´aperitivo. Le vie attorno a piazza Trilussa gremite di persone. Cinque o sei bancarelle di venditori ambulanti. Un ragazzo ha appena regalato un paio di orecchinialla sua fidanzata. Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa. Non è un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l´impressione di dover essere riempita. È la prima operazione contro i venditori ambulanti dopo l ´entrata in vigore deldecreto sicurezza, che amplia i poteri per i sindaci in materia di ordine pubblico. Mi fermo ad osservare, come molti altri. Non è curiosità, la mia. È un istinto di controllo. I poliziotti iniziano a sbaraccare i banchetti. Via la merce, raccolta sommariamente nei lenzuoli su cui era disposta. Un agente tiene un indiano stretto per il braccio, mentre dal suo viso trapela tutto, la paura, la rassegnazione, fuorché l´istinto di scappare. È ammutolito. Un donnone africano, del Togo, è invece molto più loquace. Se la prende quando l´agente raccoglie violentemente i lembi del telo a cui erano appoggiati gli orecchini e le collane che vendeva. «fammi mettere nella borsa, almeno!» dice all´agente. «Non scappo, non ti preoccupare, ecco il mio permesso di soggiorno». «Ma perché tutto questo? - dice - non stavo facendo nulla di male». All´agente scappa un sorriso, forse un po´ amaro: «è il mio lavoro». Poi la donna incalza: «conosco la nuova legge. Ora mi fate 5.000 euro di multa. Ma perché non ci date un modo di fare questo lavoro regolarmente?» Nessuna risposta dall´agente, che se ne va e lascia il posto ad un collega, molto meno accomodante. «E muoviti, su!», dice senza accennare ad aiutarla a trasportare le sue cose. Lei, con lo stesso sorriso sul volto, chiude la valigia arancione e con le mani occupate dice «dove andiamo, di qua?», mascherando con l´orgoglio la paura che in fondo in fondo le sta crescendo. Mantiene l´ironia però, quando mi avvicino e le chiedo da dove viene. «Da Napoli, bella Napoli, vero?», e intanto, mentre mi svela le sue vere origini africane, si toglie gli orecchini: «questa bigiotteria non mi serve più, stasera». Due metri più distante due ragazzini italiani, con il loro banchetto in tutto e per tutto uguale agli altri. Devono sbaraccare anche loro, ma gli agenti usano maniere molto più educate. Non li tengono per le braccia, non gli ammassano la merce. La ragazza raduna le poche cose che avevano in vendita. Lui è allibito, terrorizzato, e inizia a parlare nervosamente: «ve lo giuro, è la prima volta che vengo, lasciatemi andare». «Se prendiamo loro dobbiamo prendere anche voi», risponde un agente. Ma alla fine non sarà così. Il ragazzo si dispera, «sono diRoma, non posso credere che mi trattiate allo stesso modo che a quelli lì». Evidentemente è un discorso convincente. Si avvicina un signore in borghese che è lì a dirigere l´intera operazione. «Dottò, Capitano, Maresciallo, giuro che non lo farò mai più...». Si sbraccia, sembra un bambino appena messo in punizione dalla mamma. L´uomo in borghese si mostra irremovibile, ma si capisce subito che vuole solo dargli una lezione, e appena gli altri fermati - 7 persone, tutte straniere - non sono più a vista, lo lascia andare. A operazione conclusa vado dal signore in borghese, mi presento, «sono un giornalista e ho assistito alla scena. Perché avete fermato solo gli stranieri?», chiedo. La risposta è eloquente. «Portatelo via, identificatelo, e controllate - aggiunge guardandomi negli occhi - perché ha l´alito che puzza di birra». Già, la birra che stavo bevendo prima, e che mi è andata di traverso con tutto quello che succedeva. Per fortuna non è ancora reato, comunque. Mi portano in due verso il ducato dove sono radunati gli stranieri, tenendomi strette le mani sulle braccia. Non mi era mai successo, prima, ed è una sensazione davvero sgradevole. «Questo per adesso è nell´elenco dei fermati» dice l´uomo alla mia destra, anche lui in borghese, ad un collega. Spalle alla camionetta, mani fuori dalle tasche, cellulare sequestrato. «Perché avete fermato solo gli stranieri?». L´uomo con la polo rosa, quello
che mi stringeva da destra, mi risponde, anche se - dice - non sarebbe tenuto: «perché questi sono tutti irregolari». Balle, ho visto con i miei occhi la donna togolese dare il proprio permesso di soggiorno al poliziotto, prima. Ma non mi aspettavo certo una risposta veritiera. «Certo che non avevi proprio nient´altro di meglio da fare», dice con sprezzo uno degli agenti. «Ho fatto una domanda, voglio una risposta». L´uomo in rosa, che ha la mia carta d´identità e sta scandendo il mio nome per radio si gira verso di me, «hai finito di parlare?» grida. A quanto pare anche rispondere alle domande costituisce un grave errore, e infatti un terzo poliziotto, defilato fino a poco prima si indirizza a me dicendo «guarda che a fare così peggiori solo la tua situazione». Chiedo di sapere i loro nomi e gradi, come avevo fatto già con l´uomo in borghese al
principio, convinto che per legge sia un loro dovere identificarsi. Un altro poliziotto - ma quanti ne ho attorno, quattro, cinque? - mi da la sua versione della legge. «Vedi qual è la differenza, è che io posso chiederti come ti chiami e tu non puoi chiedermi niente, chi comanda sono io». Un suo collega aggiunge: «certo, se lo vuoi mettere per iscritto è diverso, ma non te lo consiglio, la cosa si farebbe piuttosto scomoda». La minaccia mancava, in effetti. Interrompe la discussione l´uomo in rosa. «Luca!», e con la mano mi fa cenno di andare da lui. «Vuoi andare?» «Voglio una risposta alla mia domanda», insisto. «Non hai capito - si spiega - hai voglia di chiuderla qui questa storia o no?». «Non sono stupido, so quello che mi sta dicendo, ma io voglio la mia risposta». Mi accompagna lontano dal furgone, in piazza Trilussa. Davanti a me l´uomo che comanda l´operazione, quello dell´alito puzzolente. Mi chiedo se tornare da lui, ma mi rendo conto che nel gioco del muro contro muro il suo è molto più duro. Aspetto ancora in piazza, osservo l´operazione concludersi, fino all´istante i cui gli immigrati vengono caricati sul furgone che si mischia al traffico del lungotevere. Non c´è altro da fare, questa sera, se non raccontare in giro quello che ho visto.

Questa triste deriva, quest´inverno italiano che avanza.

Oggi inizia l´estate.

Evviva.

giovedì 10 luglio 2008

Vittoria


In seguito alla nostra campagna “Nutella salva la foresta” e grazie anche al tuo aiuto Ferrero ha aderito alla nostra richiesta di moratoria sull’espansione delle coltivazioni di palma da olio che distruggono le ultime foreste del Sud est asiatico e alla Nazionale degli ultimi oranghi del Borneo e alla raccolta di oltre 10.000 firme, siamo riusciti ad ottenere – dopo il successo su Unilever - un altro enorme risultato su una delle più grandi multinazionali italiane.
In una lettera inviata a Greenpeace, Ferrero dichiara di “essere pronta a muoversi per raggiungere, in un lasso di tempo ragionevole, i seguenti obiettivi:

moratoria su ulteriori deforestazioni dovute alla produzione di olio di palma;
sviluppo di sistemi credibili di tracciabilità e di certificazione di quest'ultimo
Tuttavia se la deforestazione non verrà fermata, gli sforzi di Ferrero e tutte le altre multinazionali della RSPO per rintracciare olio di palma sostenibile sono condannati al fallimento.

Continueremo a lavorare affinché anche le altre grandi multinazionali che utilizzano olio di palma e i membri della RSPO (Tavola Rotonda per l’Olio di Palma Sostenibile), uniscano le forze insieme a Unilever e Ferrero per chiedere ai propri fornitori di olio di palma di sostenere la moratoria per bloccare la distruzione in corso.
Per salvare il pianeta dagli effetti del cambiamento climatico a causa delle deforestazione la strada è ancora lunga ma vi terremo informati e, se dovesse essere necessario, chiederemo ancora il vostro aiuto per stimolare quelle multinazionali che ancora non hanno preso una posizione chiara, affinché sostengano la moratoria.

Il nostro lavoro, però, non è affatto terminato.
E avremo ancora bisogno di te.

Grazie ancora per il tuo aiuto.
Chiara Campione
Responsabile della Campagna Foreste
Greenpeace Italia

link

lunedì 23 giugno 2008

Liberiamo gli attivisti Giapponesi



In Giappone due attivisti di Greenpeace sono stati arrestati per aver fatto emergere uno scandalo sul furto e contrabbando della carne di balena che coinvolge il governo giapponese, sostenitore del programma di caccia alle balene nell’Oceano Antartico.

Junichi Sato e Toru Suzuki sono stati accusati di aver rubato una scatola di carne di balena che è stata presentata pubblicamente come prova del contrabbando di carne di balena.

Gli attivisti hanno chiesto un'indagine del governo giapponese su questo scandalo, e il Pubblico Ministero di Tokyo ha confermato che ci sono sufficienti prove di irregolarità per continuare l'inchiesta che non si è ancora conclusa.

I nostri attivisti non hanno commesso nessun crimine. Sono stati arrestati per aver restituito carne di balena che era stata rubata ai contribuenti giapponesi, e per aver fatto emergere una frode che vede coinvolte anche le agenzie del governo giapponese che supportano il programma di caccia alle balene.

Vi chiediamo di scrivere con urgenza al Primo Ministro e al Ministro degli Esteri del Giappone, per chiedere che gli attivisti di Greenpeace vengano immediatamente liberati. (clicca qui)

sabato 19 aprile 2008

Esempio di spreco

Ecco un bel esempio di spreco di acqua da evitare.
Stazione di Pisa Centrale.
l'acqua scorre ininterrotta per molti minuti durante la mia attesa per andare in treno da Pisa centrale a Rosignano.


Olio della padella


Questo è quello che mi è stato spedito da un'amica tramite e-mail, non so quanto sia attendibile. Ho fatto una ricerca su internet ma non sono riuscito a verificarne l'esattezza. Riflettimoci e consideriamo il fatto che se fosse vera la nostra responsabilità sarebbe enorme!

Ecco quello che diceva l'e-mail:
"Sapete dove buttare l'olio della padella dopo una frittura fatta in casa?
Sebbene non si facciano molte fritture, quando le facciamo buttiamo l'olio usato nel lavandino della cucina o in qualche altro scarico, vero ?
Questo è uno dei maggiori errori che possiamo commettere. Perchè lo facciamo?... Semplicemente perchè non c'è nessuno che ci spieghi come farlo in forma adeguata.
In realtà la cosa migliore che possiamo fare è ASPETTARE CHE L’OLIO USATO SI RAFFREDDI e poi collocarlo in alcune bottiglie di plastica, o barattoli di mayonese o marmellate, chiuderli e gettarli nella spazzatura.
UN LITRO DI OLIO CONTAMINA CIRCA UN MILIONE DI LITRI D'ACQUA, quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni."

Personalmente non so se buttarlo nella spazzatura sia la soluzione migliore, (come si può notare dall'immagine esistono anche punti di raccolta) ma sicuramente evita di inquinare acque che poi devono essere depurate con notevole sforzo.

martedì 15 aprile 2008

Grazie Italiani: la nostra immagine all'estero

Stampa estera, dalla Francia alla Cina: «Aiuto, torna Berlusconi!»


 Berlusconi sul sito tedesco Bild, foto interna

La stampa estera non vede di buon occhio il ritorno del Cavaliere. «Aiuto, torna Berlusconi!»: è questo il titolo d’apertura del quotidiano francese “Liberation”, che dedica al vincitore delle elezioni anticipate una foto che copre quasi interamente la prima pagina. «Vittorioso nelle elezioni italiane con i suoi alleati estremisti, il Cavaliere riprende le redini di un Paese in pieno marasma», si legge nel sottotitolo del quotidiano voce della sinistra francese. Nel riportare i risultati della consultazione elettorale italiana, i corrispondenti di “Liberation” sottolineano lo spostamento a destra della coalizione vincitrice. «Una vittoria grazie alla destra dura», s'intitola l'articolo a pagina 3 dedicato ai risultati elettorali, in cui si afferma che Silvio Berlusconi «è ostaggio» della Lega Nord, definita «un movimento xenofobo, secessionista ed “eurofobo”». Secondo il giornale francese, inoltre, «questa deriva di Berlusconi verso una destra dura rischia di accentuarsi ancora, dal momento che è stato abbandonato dalla piccola formazione cristiano-centrista dell'Udc di Pier Ferdinando Casini». Per Le Figaro: «L'inossidabile “Cavaliere” seduce sempre l'Italia». E il sottotitolo: «Cacciato dal potere nel 2006, il capofila della destra dalla personalità controversa ha avuto successo nel suo ritorno». «I geronti italiani aggrappati al potere. L'Italia nazione con classe politica più vecchia del mondo».

Per il britannico “The Financial Times”, Berlusconi ha vinto con un buon margine, ma la stabilità politica in Italia resta in dubbio. Il Pdl ha perso l'appoggio del centro cattolico, e che deve la sua vittoria agli alleati di destra. «La scorsa notte Silvio Berlusconi ha ottenuto un significativo ritorno al potere con un margine relativamente decisivo», si legge sul giornale economico, che a suo tempo ebbe a definire il leader del Pdl “unfit”, cioè “non adatto” a governare, «ma se l'Italia assisterà a una nuova era di stabilità politica resta in dubbio». Berlusconi «guida una coalizione di centro-destra che ha perso la voce moderata dei cattolici centristi, i quali alle elezioni hanno corso da soli»; e dunque deve il risultato «agli alleati di destra che hanno reso possibile la sua vittoria». Ora, spiega il quotidiano londinese, al suo ritorno al potere il capo del Pdl «dovrà affrontare la crisi economica globale, che è ancora più accentuata in Italia». Inoltre, nota il corrispondente da Roma di “Ft”, «le dichiarazioni protezionistiche» degli alleati di Berlusconi, «sottolineate dalla loro opposizione all'acquisizione della compagnia di bandiera Alitalia da parte di Air France-Klm, indicano che la sua politica di mercato neo-liberale potrebbe lasciare il posto a un più diretto intervento del governo».

Anche la restante stampa britannica riporta unanime la netta affermazione elettorale del PdL, sottolineando il fair-play nel comportamento dello sconfitto Walter Veltroni, che ha ammesso la sconfitta e ha telefonato al leader del Popolo delle libertà per congratularsi e augurargli buon lavoro. Per “The Guardian”, «in Italia Berlusconi torna al potere, la sinistra ammette la sconfitta». Il quotidiano, anch'esso in prima, osserva come il Cavaliere andrà alla guida del «governo più di destra degli ultimi 14 anni», e riporta le prime dichiarazioni fatte da Berlusconi dopo il responso delle urne, sottolineandone i toni «insolitamente pacati».

«Berlusconi torna al potere grazie all'alleato “post-fascista”», titola l'edizione online di The Independent, che parla di «spiacevole ritorno». «Berlusconi ha festeggiato una trionfale rielezione, tornando alla guida del governo della settima economia mondiale», scrive il giornale britannico. Per l'Independent il centrosinistra di Walter Veltroni «ha fallito nel tentativo di unirsi per fermarlo.

Dal canto suo, la stampa tedesca riferisce con grande evidenza del successo elettorale di Silvio Berlusconi, con alcuni giornali che parlando di autentico trionfo del leader conservatore. «Berlusconi vince, Veltroni ammette la sconfitta», titola in prima pagina l'edizione online della Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ). «Berlusconi - aggiunge il giornale conservatore - vuol restare alla guida del governo per cinque anni». «Venti mesi dopo la sua sconfitta elettorale, Berlusconi torna al potere in Italia assicurandosi una chiara maggioranza sia alla Camera che al Senato».

«Vittoria trionfale per Berlusconi» è il titolo in prima della Sueddeutsche Zeitung (SZ), che sottolinea come l'avversario del Cavaliere - il liberale Valter Weltroni - «ha ammesso la sconfitta». Il quotidiano tedesco pubblica un commento dal titolo «Pista del circo libera per il mago della politica». La Sueddeutsche mostra in prima una foto di Berlusconi mentre vota. Il quotidiano Die Welt da parte sua titola nell'edizione online «Silvio Berlusconi, il grande trionfatore». Per il giornale, «in Italia il blocco di centrodestra ha ottenuto una inattesa, chiara maggioranza». «Lo schieramento di centrosinistra ha ammesso la sconfitta», aggiunge la Welt che pubblica in prima una foto di Berlusconi sorridente. Per il settimanale Der Spiegel, «la vittoria di Berlusconi rivoluziona il panorama parlamentare italiano». «Non è solo una vittoria, è un trionfo», aggiunge il settimanale tedesco.

Anche l’Estremo Oriente si occupa delle elezioni italiane, sottolineando la preoccupazione del ritorno di Berlusconi. Nella sua edizione pomeridiana, l'Asahi Shimbun, il secondo quotidiano più diffuso del Giappone e che è tradizionalmente considerato di area di centrosinistra, dà ampio conto del voto che ha portato Berlusconi, appena «dopo due anni, ad avere una netta maggioranza nei due rami del Parlamento». «Ci sarà un sensibile cambiamento della linea di politica estera», continua l'Asahi, «perché Berlusconi è filo-Bush». La sua vittoria ha trovato sponda «su una delusione della classe media verso il centrosinistra di Prodi, che è rimasto in affanno».

Anche la Cina guarda all’Italia, ma più dal punto di vista economico. La precaria situazione economica dell'Europa e dell'Italia è al centro di un commento sulla vittoria elettorale del centrodestra diffuso dall’agenzia Nuova Cina. Di tono analogo sono gli articoli comparsi sui principali quotidiani che però, a causa della differenza di orario, si basano sugli exit-poll che davano la coalizione Popolo delle Libertà - Lega Nord - Movimento per l' Autonomia in vantaggio di soli due o tre punti su quella del Partito Democratico-Italia dei Valori. Nuova Cina definisce «confortevole» vittoria ottenuta dal premier eletto Silvio Berlusconi ma sottolinea che essa è stata ottenuta «principalmente grazie all’aiuto dei suoi alleati». L' agenzia ricorda la sostanziale «instabilità» dell' equilibrio politico italiano, sottolineando che il governo che Berlusconi si appresta a formare sarà il sessantaduesimo dalla fine della seconda guerra mondiale (la Cina ne ha avuti due, quello del Kuomintang, recentemente tornato al potere a Taiwan, e quello comunista, in sella a Pechino dal 1949). Ma è soprattutto sull'economia che si concentra l' attenzione di Nuova Cina e degli altri mezzi d' informazione cinesi. «Una volta assunta la carica (di capo del governo) per la terza volta, Berlusconi avrà immediatamente davanti a sé il compito di salvare una economia indebolita dalla recessione, una preoccupazione che è stata manifestata da molti elettori», sostiene Nuova Cina.

Pubblicato il: 15.04.08 su l'Unità.it

sabato 29 marzo 2008

martedì 11 marzo 2008

RIBADISCO: sacchetto di plastica? NO GRAZIE


Prodotti ogni anno in numero impressionante. Ma anche l'utilizzo "corretto" provoca l'aumento delle emissioni

I nostri quindici miliardi di motivi per non usare sacchetti di plastica


di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA - Questa settimana Repubblica propone di lasciare gli shopper sugli scaffali. Ci sono quindici miliardi di motivi per farlo: uno per ogni sacchetto di plastica prodotto annualmente in Italia. Un numero che comporta qualche problema non trascurabile.

Il primo è legato al cattivo uso: lo shopper è leggero, non costa quasi niente, serve a portare tante cose e liberarsene non è una perdita economica. Purtroppo è una grande perdita ambientale: una volta abbandonati in campagna o al mare - per incuria, disattenzione, ignoranza - i sacchetti di plastica inquinano e deturpano il paesaggio per decenni o secoli.

Ma c'è anche un problema legato a un uso apparentemente corretto. Anche chi evita accuratamente di lasciare in giro i sacchetti, che però continua a comprare a ritmo forsennato ogni volta che fa la spesa, si rende responsabile di un piccolo ma significativo contributo all'aumento dell'effetto serra.

Secondo i calcoli dell'ex presidente della commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci, l'uso dei sacchetti di plastica è responsabile dell'emissione di 400 mila tonnellate di anidride carbonica e comporta l'acquisto dell'equivalente di 200 mila tonnellate di gasolio.

Una trappola da cui si uscirà il primo gennaio del 2010 quando entrerà in vigore la norma che impone l'uso di plastica biodegradabile che tra l'altro si produce in Italia su brevetto italiano grazie a un accordo tra la Novamont, un'azienda nata da un centro di ricerca Montedison, e la Coldiretti. Mezzo chilo di mais e un chilo di olio di girasole sono sufficienti per creare circa 100 buste di bioplastica.

Secondo i calcoli della Coldiretti, per sostituire le 300 mila tonnellate di plastica necessarie a produrre i sacchetti usati in un anno in Italia basterebbe coltivare circa 200 mila ettari, un quinto delle terre agricole non utilizzate. Il tutto con un ovvio vantaggio ambientale visto che un chilo di polietilene comporta l'emissione di 2 chili di anidride carbonica, mentre per 1 chilo di bioplastica si rilasciano solo 800 grammi di anidride carbonica.
(7 marzo 2008)

lunedì 25 febbraio 2008

Pasolini e il progresso

Riflerssioni di Pasolini sul progresso...


giovedì 14 febbraio 2008

forse l'unico saggio?

Il discorso tipico dello schiavo



e la sua giusta risposta...


Signoraggio


conoscete questa parola?
approfondimento qui:
http://www.signoraggio.com/signoraggio_ilsignoraggio.html

Sistema Italia

Ecco come vengono risolti i problemi.




Grazie Mastella

ex MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
molto On. Clemente Mastella

Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, m a con qualcosa in più.
Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico.
Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula.
Dice ad esempio il primo:
"Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!".
A che serve allora -direte voi- un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incass a 1.331.000euro. E che fara' di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro?
Insisterete ancora voi. Che fara'? Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete! Che c'entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti. Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campan ile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine.
Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato? L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur.
Siamo nell'aprile del 2006. Da allora -assicura l'editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141.000euro per rappresentanza e 22.000euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro:
Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico.
Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto?
Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità.
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d'assalto:
Pellegrino ed Elio Mastella.

giovedì 17 gennaio 2008

Termovalorizzatore = Inceneritore


Notizia del 17-01-2008 tratta dal sito fareverde.it

È perlomeno strano che quando si promuovono nuovi impianti per bruciare i rifiuti vengono chiamati "termovalorizzatori", quando invece si chiudono per disastro ambientale vengono chiamati "inceneritori".

È quanto accaduto negli ultimi due giorni con il caso di Terni: i mezzi di informazione hanno parlato dell'inceneritore di Terni, giustamente chiuso a causa del grave inquinamento prodotto.
Eppure si trattava di un impianto che bruciava i rifiuti ricavandone energia. Perchè non lo si dovrebbe chiamare anche in questo caso "termovalorizzatore"? Se dovesse accadere qualcosa all'osannato "termovalorizzatore" di Brescia, cambieranno nome anche a quell'impianto?

L'apparente stranezza non stupisca: grazie all'emergenza programmata in Campania è in atto una grande campagna a reti unificate pro "termovalorizzatori". Proprio mentre scriviamo va in onda su Rai 3 l'ennesimo spot (rubrica TG3 leonardo).

Si sveglino, dunque, le coscienze, e comprendano finalmente che non c'è differenza tra "termovalorizzatori" e "inceneritori": sono lo stesso modo di distruggere risorse preziose, sprecare energia e produrre ceneri tossiche da smaltire in discariche speciali!