mercoledì 7 maggio 2008

9 Maggio festa dell'Europa


"La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano. Il contributo che un'Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche. L'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto".
Il 9 Maggio 1950 Robert Schuman, Ministro degli esteri francese, pronunciava questa dichiarazione che è alla base del processo d'integrazione europea.

Come sarebbe il mondo e, soprattutto, come sarebbe il nostro continente senza l'Unione europea? Rispondere con precisione non è ovviamente possibile ma, lavorando d'immaginazione, non è difficile pensare a tanti Stati con altrettante leggi, mercati, monete ed economie diverse, ripiegati sui propri egoismi nazionali ed incapaci di risolvere ed affrontare insieme problemi comuni.

Noi siamo nati trovandoci senza sforzo il grande dono dell'Europa unita e, spesso, non ci rendiamo neppure conto di quanto sia prezioso. I nostri padri, i nostri nonni hanno vissuto l'Europa prima del 9 maggio 1950. Molti di noi hanno invece avuto il grande privilegio di non sperimentare guerre, dittature, fame, privazione della libertà e di altri diritti fondamentali. Siamo nati in un'Europa dove la pace, la democrazia e lo Stato di diritto sembrano essere dati di fatto, come l'azzurro del cielo o il calore del sole.

Questa Europa dove tutti possono circolare liberamente, studiare, cercare lavoro, realizzare imprese, dalle Canarie alla Finlandia, dalla Sicilia all'Irlanda, è stata costruita da tanti uomini illuminati che spesso hanno vissuto sulla loro pelle la privazione della libertà o l'esilio. E' progredita con lo sforzo più o meno noto di tantissimi e, soprattutto, con la partecipazione dei popoli europei che più volte hanno detto dei "sì" fondamentali che hanno segnato alcune tappe del processo di integrazione.

Ora, alla vigilia dell'entrata in vigore del nuovo Trattato di Lisbona che porterà ancora più democrazia ed efficacia nel processo decisionale, dopo l'Euro e la riunificazione del continente, ci rendiamo conto che le sfide che ci aspettano sono ancora tante. Il pianeta si sta scaldando più del dovuto per colpa dell'uomo e la domanda di energia e di altre materie prime aumenta in parallelo alla crescita di giganti demografici quali l'India e la Cina. L'attuale modello di sviluppo non è sostenibile e centinaia di milioni di persone sono sempre più esposte a siccità, carestie, fame, malattie, povertà estrema e analfabetismo. Miseria e disperazione sono anche alla radice di grandi flussi migratori che premono sul nostro continente e, la limitatezza delle risorse e il malcontento alimentano fenomeni di terrorismo di cui siamo stati vittima anche noi europei. Il mercato globale ci porta a riconsiderare i nostri livelli di competitività e di capacità di creare occupazione e crescita mettendoci di fronte a modelli di produzioni con standard di protezione sociale e di tutela dell'ambiente diversi da quelli europei.

A tutti questi grandi problemi che riguardano il nostro futuro e la nostra capacità di preservare l'ecosistema del pianeta, l'Europa unita è in grado di dare risposte che mai avrebbe potuto trovare se debole e divisa in tanti Stati e staterelli incapaci di decidere insieme.

Le nuove generazioni vivranno in un mondo con nuovi rischi e sfide difficili; ma avranno un grande strumento per affrontare il futuro: l'Unione europea, prima economia e mercato del mondo in grado di portare avanti politiche comuni per gestire la globalizzazione.
Personalmente mi sembra un ottimo motivo per festeggiare con convinzione il 9 maggio.

Carlo Corazza Direttore della Rappresentanza a Milano

Ambiente: tre procedimenti d’infrazione contro l’Italia


L’iniziativa della Commissione riguarda i rifiuti e le emissioni

La Commissione europea prosegue la sua azione a carico dell’Italia in due casi di violazione della normativa UE sulla protezione della salute umana e dell’ambiente contro i rischi derivanti dai rifiuti. Inoltre, la Commissione si accinge ad inviare una diffida a nove Stati membri, tra cui l’Italia, che non hanno rilasciato o aggiornato le autorizzazioni per gli impianti industriali secondo quanto previsto dalla direttiva sulla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento.

continua...

lunedì 5 maggio 2008

Scrivi a Unilever


Firma la Petizione e chiedi a Unilever di non utilizzare più per i propri prodotti olio di palma che provenga dalla deforestazione e sostenere la moratoria sulla conversione delle foreste indonesiane:

Petizione on-line

martedì 22 aprile 2008

Andate a firmare per i referendum

L'Italia non ha una informazione libera. Questo è il motivo
per il quale nessuna televisione, nessun giornale sta
promuovendo il referendum del 25 aprile per una
"Libera informazione in un libero Stato". Sarebbe la loro fine.
Ho bisogno del tuo aiuto. Diffondi la notizia e i punti di
raccolta delle firme elencati di seguito.

Invia questa email a tutti coloro che vogliono una
informazione libera in Italia per firmare il 25 aprile
per i tre referendum:

1- abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini
2- cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset


Il 25 aprile saremo in 460 punti in tutta Italia
e in città su 5 continenti.
Trova quello più vicino a te su: http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/

Coraggio!
Beppe Grillo.

PS Stampa e diffondi anche il volantino: http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/volantino_v2-day.pdf

sabato 19 aprile 2008

Esempio di spreco

Ecco un bel esempio di spreco di acqua da evitare.
Stazione di Pisa Centrale.
l'acqua scorre ininterrotta per molti minuti durante la mia attesa per andare in treno da Pisa centrale a Rosignano.


Olio della padella


Questo è quello che mi è stato spedito da un'amica tramite e-mail, non so quanto sia attendibile. Ho fatto una ricerca su internet ma non sono riuscito a verificarne l'esattezza. Riflettimoci e consideriamo il fatto che se fosse vera la nostra responsabilità sarebbe enorme!

Ecco quello che diceva l'e-mail:
"Sapete dove buttare l'olio della padella dopo una frittura fatta in casa?
Sebbene non si facciano molte fritture, quando le facciamo buttiamo l'olio usato nel lavandino della cucina o in qualche altro scarico, vero ?
Questo è uno dei maggiori errori che possiamo commettere. Perchè lo facciamo?... Semplicemente perchè non c'è nessuno che ci spieghi come farlo in forma adeguata.
In realtà la cosa migliore che possiamo fare è ASPETTARE CHE L’OLIO USATO SI RAFFREDDI e poi collocarlo in alcune bottiglie di plastica, o barattoli di mayonese o marmellate, chiuderli e gettarli nella spazzatura.
UN LITRO DI OLIO CONTAMINA CIRCA UN MILIONE DI LITRI D'ACQUA, quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni."

Personalmente non so se buttarlo nella spazzatura sia la soluzione migliore, (come si può notare dall'immagine esistono anche punti di raccolta) ma sicuramente evita di inquinare acque che poi devono essere depurate con notevole sforzo.

martedì 15 aprile 2008

Grazie Italiani: la nostra immagine all'estero

Stampa estera, dalla Francia alla Cina: «Aiuto, torna Berlusconi!»


 Berlusconi sul sito tedesco Bild, foto interna

La stampa estera non vede di buon occhio il ritorno del Cavaliere. «Aiuto, torna Berlusconi!»: è questo il titolo d’apertura del quotidiano francese “Liberation”, che dedica al vincitore delle elezioni anticipate una foto che copre quasi interamente la prima pagina. «Vittorioso nelle elezioni italiane con i suoi alleati estremisti, il Cavaliere riprende le redini di un Paese in pieno marasma», si legge nel sottotitolo del quotidiano voce della sinistra francese. Nel riportare i risultati della consultazione elettorale italiana, i corrispondenti di “Liberation” sottolineano lo spostamento a destra della coalizione vincitrice. «Una vittoria grazie alla destra dura», s'intitola l'articolo a pagina 3 dedicato ai risultati elettorali, in cui si afferma che Silvio Berlusconi «è ostaggio» della Lega Nord, definita «un movimento xenofobo, secessionista ed “eurofobo”». Secondo il giornale francese, inoltre, «questa deriva di Berlusconi verso una destra dura rischia di accentuarsi ancora, dal momento che è stato abbandonato dalla piccola formazione cristiano-centrista dell'Udc di Pier Ferdinando Casini». Per Le Figaro: «L'inossidabile “Cavaliere” seduce sempre l'Italia». E il sottotitolo: «Cacciato dal potere nel 2006, il capofila della destra dalla personalità controversa ha avuto successo nel suo ritorno». «I geronti italiani aggrappati al potere. L'Italia nazione con classe politica più vecchia del mondo».

Per il britannico “The Financial Times”, Berlusconi ha vinto con un buon margine, ma la stabilità politica in Italia resta in dubbio. Il Pdl ha perso l'appoggio del centro cattolico, e che deve la sua vittoria agli alleati di destra. «La scorsa notte Silvio Berlusconi ha ottenuto un significativo ritorno al potere con un margine relativamente decisivo», si legge sul giornale economico, che a suo tempo ebbe a definire il leader del Pdl “unfit”, cioè “non adatto” a governare, «ma se l'Italia assisterà a una nuova era di stabilità politica resta in dubbio». Berlusconi «guida una coalizione di centro-destra che ha perso la voce moderata dei cattolici centristi, i quali alle elezioni hanno corso da soli»; e dunque deve il risultato «agli alleati di destra che hanno reso possibile la sua vittoria». Ora, spiega il quotidiano londinese, al suo ritorno al potere il capo del Pdl «dovrà affrontare la crisi economica globale, che è ancora più accentuata in Italia». Inoltre, nota il corrispondente da Roma di “Ft”, «le dichiarazioni protezionistiche» degli alleati di Berlusconi, «sottolineate dalla loro opposizione all'acquisizione della compagnia di bandiera Alitalia da parte di Air France-Klm, indicano che la sua politica di mercato neo-liberale potrebbe lasciare il posto a un più diretto intervento del governo».

Anche la restante stampa britannica riporta unanime la netta affermazione elettorale del PdL, sottolineando il fair-play nel comportamento dello sconfitto Walter Veltroni, che ha ammesso la sconfitta e ha telefonato al leader del Popolo delle libertà per congratularsi e augurargli buon lavoro. Per “The Guardian”, «in Italia Berlusconi torna al potere, la sinistra ammette la sconfitta». Il quotidiano, anch'esso in prima, osserva come il Cavaliere andrà alla guida del «governo più di destra degli ultimi 14 anni», e riporta le prime dichiarazioni fatte da Berlusconi dopo il responso delle urne, sottolineandone i toni «insolitamente pacati».

«Berlusconi torna al potere grazie all'alleato “post-fascista”», titola l'edizione online di The Independent, che parla di «spiacevole ritorno». «Berlusconi ha festeggiato una trionfale rielezione, tornando alla guida del governo della settima economia mondiale», scrive il giornale britannico. Per l'Independent il centrosinistra di Walter Veltroni «ha fallito nel tentativo di unirsi per fermarlo.

Dal canto suo, la stampa tedesca riferisce con grande evidenza del successo elettorale di Silvio Berlusconi, con alcuni giornali che parlando di autentico trionfo del leader conservatore. «Berlusconi vince, Veltroni ammette la sconfitta», titola in prima pagina l'edizione online della Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ). «Berlusconi - aggiunge il giornale conservatore - vuol restare alla guida del governo per cinque anni». «Venti mesi dopo la sua sconfitta elettorale, Berlusconi torna al potere in Italia assicurandosi una chiara maggioranza sia alla Camera che al Senato».

«Vittoria trionfale per Berlusconi» è il titolo in prima della Sueddeutsche Zeitung (SZ), che sottolinea come l'avversario del Cavaliere - il liberale Valter Weltroni - «ha ammesso la sconfitta». Il quotidiano tedesco pubblica un commento dal titolo «Pista del circo libera per il mago della politica». La Sueddeutsche mostra in prima una foto di Berlusconi mentre vota. Il quotidiano Die Welt da parte sua titola nell'edizione online «Silvio Berlusconi, il grande trionfatore». Per il giornale, «in Italia il blocco di centrodestra ha ottenuto una inattesa, chiara maggioranza». «Lo schieramento di centrosinistra ha ammesso la sconfitta», aggiunge la Welt che pubblica in prima una foto di Berlusconi sorridente. Per il settimanale Der Spiegel, «la vittoria di Berlusconi rivoluziona il panorama parlamentare italiano». «Non è solo una vittoria, è un trionfo», aggiunge il settimanale tedesco.

Anche l’Estremo Oriente si occupa delle elezioni italiane, sottolineando la preoccupazione del ritorno di Berlusconi. Nella sua edizione pomeridiana, l'Asahi Shimbun, il secondo quotidiano più diffuso del Giappone e che è tradizionalmente considerato di area di centrosinistra, dà ampio conto del voto che ha portato Berlusconi, appena «dopo due anni, ad avere una netta maggioranza nei due rami del Parlamento». «Ci sarà un sensibile cambiamento della linea di politica estera», continua l'Asahi, «perché Berlusconi è filo-Bush». La sua vittoria ha trovato sponda «su una delusione della classe media verso il centrosinistra di Prodi, che è rimasto in affanno».

Anche la Cina guarda all’Italia, ma più dal punto di vista economico. La precaria situazione economica dell'Europa e dell'Italia è al centro di un commento sulla vittoria elettorale del centrodestra diffuso dall’agenzia Nuova Cina. Di tono analogo sono gli articoli comparsi sui principali quotidiani che però, a causa della differenza di orario, si basano sugli exit-poll che davano la coalizione Popolo delle Libertà - Lega Nord - Movimento per l' Autonomia in vantaggio di soli due o tre punti su quella del Partito Democratico-Italia dei Valori. Nuova Cina definisce «confortevole» vittoria ottenuta dal premier eletto Silvio Berlusconi ma sottolinea che essa è stata ottenuta «principalmente grazie all’aiuto dei suoi alleati». L' agenzia ricorda la sostanziale «instabilità» dell' equilibrio politico italiano, sottolineando che il governo che Berlusconi si appresta a formare sarà il sessantaduesimo dalla fine della seconda guerra mondiale (la Cina ne ha avuti due, quello del Kuomintang, recentemente tornato al potere a Taiwan, e quello comunista, in sella a Pechino dal 1949). Ma è soprattutto sull'economia che si concentra l' attenzione di Nuova Cina e degli altri mezzi d' informazione cinesi. «Una volta assunta la carica (di capo del governo) per la terza volta, Berlusconi avrà immediatamente davanti a sé il compito di salvare una economia indebolita dalla recessione, una preoccupazione che è stata manifestata da molti elettori», sostiene Nuova Cina.

Pubblicato il: 15.04.08 su l'Unità.it